Pressing sui Btp Fitch, outlook negativo

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Giornata negativa per i titoli di Stato italiani, con i Btp sotto pressione in attesa del verdetto di Fitch sul rating del Paese. Lo spread, che in mattinata si era ristretto scendendo fino a 278,6 punti, è risalito sopra quota 290, per poi ripiegare a 288: nel mese di agosto si è allargato di circa 60 punti base.

Rating. L'agenzia di rating Fitch conferma il giudizio sull'Italia a 'BBB' ma peggiora l'outlook da 'stabile ' a 'negativo'. Pesa il prospettato allentamento di bilancio, spiega l'agenzia di rating, che renderà il già elevato debito pubblico "più esposto" rispetto a potenziali shock. E se le probabilità che l'Italia esca dell'Unione europea o che venga creata "una moneta parallela" all'euro "sono basse", secondo Fitch "aumentano dal 2019 le chance di un voto anticipato". A rendere l'Italia piu' a rischio downgrade, "la natura nuova e non collaudata del governo, le considerevoli differenze politiche fra i partner della coalizione e le contraddizioni tra gli elevati costi dell'attuazione degli impegni presi nel 'Contratto' e l'obiettivo di ridurre il debito pubblico".

Rendimenti in rialzo. A pesare sull'andamento del differenziale fra le obbligazioni italiane e quelle tedesche sia i rendimenti registrati fino a ieri, con cui il Tesoro è arrivato a coprire circa il 74% del funding dell'anno, che le tensioni in vista per il Def e per la legge di Bilancio, oltre che i fattori globali. Il tasso del Btp a 10 anni di riferimento è salito al 3,25%, ai massimi da maggio 2014, anche per le incertezze sui conti pubblici, con il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Giancarlo Giorgetti, che ha evocato lo sforamento del tetto del 3% nel rapporto deficit-Pil. Non aiuta l'andamento dei mercati azionari: per tutta Europa agosto è stato un mese negativo, ma Piazza Affari lo chiuderà con una perdita attorno al 9%, 'battuta' solo da Argentina (-30%), Turchia (-28%) e Brasile (-11%).

Fiducia in calo. Ad agosto peggiora il clima di fiducia dei consumatori rispetto al mese scorso: l'indice passa da 116,2 a 115,2. In calo anche il clima di fiducia delle imprese con l'indice in flessione da 105,3 a 103,8. Lo rileva l'Istat.    La flessione dell'indice di fiducia dei consumatori è dovuta principalmente al deterioramento della componente economica (da 141,3 a 136,6), mentre quella personale aumenta per il secondo mese consecutivo passando da 107,8 a 108,5. Un calo contenuto caratterizza sia il clima corrente (da 113,3 a 112,8) che quello futuro (da 120,9 a 119,3).    Il clima di fiducia delle imprese, spiega l'istituto nazionale di statistica, registra una dinamica negativa più accentuata nel settore manifatturiero (da 106,7 a 104,8) e nei servizi (da 105,9 a 104,7) rispetto alle costruzioni (da 139,9 a 139,3); in controtendenza il commercio al dettaglio dove l'indice aumenta da 102,7 a 104,2.

Preoccupazione.  Il ridimensionamento della fiducia, registrato ad agosto, sia sul versante delle famiglie che delle imprese rappresenta "un altro indizio preoccupante sullo stato di salute dell'economia", dice l'ufficio studi Confcommercio. Soprattutto sul versante imprenditoriale - spiega una nota - nel quale la dinamica della fiducia è correlata a quella dell'attività economica, le percezioni testimoniano un rallentamento della produzione e, in particolare nell'ambito manifatturiero, emergono segnali di accumulo di scorte. Molto negative restano le valutazioni attuali e le attese nel piccolo commercio al dettaglio.    Per le famiglie - conclude l'ufficio studi - l'accelerazione dell'inflazione, di natura prevalentemente esterna, impatta negativamente sul potere d'acquisto contribuendo a determinare il profilo incerto del sentiment dei consumatori. 

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