Giustizia subito (ma non da soli)

  • CARLO BARBIERI

Quando ho sentito il governo annunciare “Revocheremo immediatamente la concessione ad Autostrade per l’Italia, non aspetteremo i tempi della magistratura” mi sono detto “Bravi, così si fa. Giustizia subito”, e credo che moltissimi italiani, presi come me dalla compassione e dalla rabbia per l’accaduto, abbiano reagito allo stesso modo. Poi, a mente più fredda, mi sono reso conto che la dichiarazione è di una pericolosità inaudita.

Se uno dei poteri dello Stato – in questo caso, quello esecutivo – dichiara di volere sostituirsi a un altro, quello giudiziario, dà un colpo terribile alle fondamenta della nostra democrazia. La magistratura deve funzionare bene e in tempi brevi, certo, ma non la si può mai dichiarare superflua e scavalcabile.

In nessun caso.

Il nostro paese è uno Stato di Diritto. Se il principio “io non aspetto il giudizio perché è lento, mi faccio giustizia da solo” passasse, torneremmo ai tribunali del popolo con le ghigliottine, ai linciaggi con impiccagioni sommarie alla Far West, e andremmo in giro armati, pronti a reagire con le armi a un’aggressione, a un torto o a una mancata precedenza all’incrocio.

Vogliamo che i responsabili della tragedia di Genova siano individuati e paghino senza sconti; ma se ne deve occupare il Potere Giudiziario, che ci farà il favore di fare presto.

E vogliamo che la Magistratura e il Governo mettano mano finalmente a una riforma che snellisca le procedure, acceleri i processi e ricostituisca la fiducia nella giustizia. Se no, la tentazione di fare da soli ci contagerà tutti, e sarà la fine dell’Italia democratica.

CARLO BARBIERI

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