Governo contro Autostrade "Revocare la concessione"

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Il governo vuole tagliare la concessione ad Autostrade: "I vertici di Autostrade per l'Italia devono dimettersi prima di tutto. E visto che ci sono state gravi inadempienze, annuncio fin da ora che abbiamo attivato tutte le procedure per l'eventuale revoca delle concessioni, e per comminare multe fino a 150 milioni di euro", ha scritto su Facebook il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli, e dichiarazioni analoghe sono state rilasciate dai due vicepremier, Di Maio e Salvini.  "Se non sono capaci di gestire le nostre Autostrade - continua Toninelli - lo farà lo Stato. Contemporaneamente a questi atti doverosi, dobbiamo badare a ricostruire e manutenere, seppure con il pensiero sempre rivolto alle vittime e alle loro famiglie. Per quanto riguarda Genova, verrà usato il Fondo Emergenze della Protezione civile per ripristinare la viabilità ordinaria, prendendo in considerazione anche la possibilità di prolungare fino a Voltri la 'Strada a mare'. Per la ricostruzione del ponte Morandi, che voglio sottolineare necessitava di manutenzione da decenni, verranno poi utilizzate le risorse del Piano economico e finanziario di Autostrade, da discutere eventualmente a settembre, e altre risorse non impegnate e prese da due fondi dedicati in parte a interventi infrastrutturali. Quindi, il nostro impegno continuerà ad essere quello di investire soldi per la cura e la ristrutturazione dell'esistente. Ci sarà un vero e proprio piano Marshall per la messa in sicurezza delle nostre infrastrutture, molte delle quali sono state costruite negli anni '60 e '70. Penso sia nostro dovere usare i soldi pubblici per la manutenzione di queste arterie vitali del nostro Paese, invece di sprecarli in mastodontiche opere inutili. Un progetto su cui punto molto è quello per un monitoraggio attraverso semplici sensori che verificano la stabilità di infrastrutture e viadotti. Un sistema tecnologico che ci permetta di dire: mai più stragi come quella di Genova". 

Di Maio.  Il crollo del ponte Morandi a Genova "si poteva evitare. Basta guardare le condizioni visibili a tutti di quel ponte per capire che la manutenzione non è stata fatta. Non è stata una fatalità". Lo ha detto il vicepremier M5s Luigi Di Maio, che dai microfoni di Radio radicale ha accusato: "I responsabili hanno un nome e cognome, e sono Autostrade per l'Italia. Per anni si è detto che fare gestire ai privati sarebbero state gestite meglio che Stato. Oggi così abbiamo uno dei più grandi concessionari europei che ci dice che quel ponte era in sicurezza e non c'era niente che facesse immaginare il crollo. Autostrade doveva fare la manutenzione e non l'ha fatta. Incassa i pedaggi più alti d'Europa e paghe tasse bassissime peraltro in Lussemburgo. Bisogna ritirare le concessioni e far pagare le multe. Il ministro Toninelli ha già avviato le procedure per il ritiro della concessione e per comminare le multe. Se un privato non è in grado, le gestirà lo Stato".

Linciaggio sui social contro Benetton e Toscani.  Sui social network, e in particolare su Twitter, il linciaggio mediatico dei Benetton è iniziato subito dopo le prime dichiarazioni dei ministri Di Maio, Salvini e Toninelli contro la società Autostrade per l'Italia controllata, attraverso Atlantia, dalla famiglia Benetton. Centinaia di tweet in poche ore contro la famiglia, alcuni con una foto del gruppo familiare sorridente e al completo, altre con un fotomontaggio dove si vede il fotografo Oliviero Toscani che ha in mano una foto del ponte crollato. "Adesso ti metterai una maglietta rossa per le vittime di Genova?", gli scrive un utente facendo riferimento alla manifestazione del 7 luglio scorso per i migranti. Molto condiviso anche un fotomontaggio dove si vede il ponte crollato con la scritta "United Colors of Benetton". "Non comprerò mai più un capo di abbigliamento Benetton" scrive una utente. Altri mettono nel mirino le compagne sociali di Benetton: "Fanno propaganda immigrazionista, si preoccupano dei #migranti e mostrano il loro volto buonista ma sono gli stessi che lasciano crollare ponti e morire il nostro popolo. Nazionalizzare le autostrade, basta speculazione". Molte accuse anche ai governi Prodi e D'Alema, ai quali viene fatta risalire la concessione; e Renzi, per la scelta dell'allora ministro Delrio di "allungare la concessione". 

"Revoca improbabile". La revoca della concessione con Autostrade per l'Italia per la A10 Genova-Savona è estremamente improbabile visto che sarebbe possibile solo in caso di dolo grave e che la società ha regolarmente rispettato i piani di controllo ed intervento stabiliti in accordo con il ministero dei Trasporti, riferisce all'Agi uno dei massimi esperti del settore che, per i suoi incarichi istituzionali, chiede di conservare l'anonimato. La procedura per la revoca della concessione, spiega la stessa fonte, è molto lunga e complessa e prevede l'individuazione di un grave dolo. Nel caso specifico, prosegue, risulta che la società ha fatto tutte le verifiche e gli interventi secondo i piani decisi dalla Direzione per la Vigilanza sulle Concessioni Autostradali del Ministero dei Trasporti. Non è pensabile quindi, rileva la fonte, una revoca quando sono stati fatti tutti i controlli e gli interventi concordati con il ministero.

Autostrade.  "In relazione alle polemiche sugli investimenti in materia di sicurezza, Autostrade per l'Italia precisa che negli ultimi cinque anni (2012-2017) gli investimenti della società in sicurezza, manutenzione e potenziamento della rete sono stati superiori a 1 miliardo di euro l'anno". Così si legge in un comunicato di Autostrade per l'Italia, secondo cui "ciò ha contribuito in maniera sostanziale all'innalzamento sulla rete di Autostrade per l'Italia del livello di sicurezza - misurabile attraverso l'abbattimento dei tassi di mortalità e di incidentalità - che è stato portato a livello di eccellenza in Europa".

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