Articolo 18, anche il M5S vota contro il ripristino

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Bocciato l'emendamento al Decreto dignità che chiedeva il ripristino dell'articolo 18: la modifica ha ottenuto in Aula a Montecitorio, infatti, solo 13 voti a favore, 317 i voti contrari e 191 gli astenuti.   

Forza Italia.  "Noi non ci stiamo a coprire con il nostro voto contrario la propaganda del ministro" Di Maio e per questo "chiedo all'Aula di lasciare esprimere con voto contrario solo il M5s perché si abbia una plastica rappresentazione di quando si fa propaganda e quando poi ci si deve assumere la responsabilità in questa Aula". Motiva con queste parole la decisione di Forza Italia di astenersi sul voto dell'emendamento, Renata Polverini (FI). Al termine della votazione in Aula è partito un applauso dalle fila delle opposizioni. "Non accetto questa strumentalizzazione e queste critiche" commenta il relatore del provvedimento e vicepresidente della Commissione Lavoro alla Camera, Davide Tripiedi (M5s).

Pd.  "Il Jobs Act non lo cambiate: lo lasciate esattamente com'era dopo che avete fatto un'intera campagna elettorale in cui avete raccontato, a noi e soprattutto ai lavoratori e alle lavoratrici, che avreste reinserito l'articolo 18, che avreste drasticamente cambiato se non addirittura abolito il Jobs Act, perché dicevate che stato dannoso e non aveva creato posti di lavoro e non aveva dato garanzie agli imprenditori", ha detto a Montecitorio Debora Serracchiani, relatrice di minoranza del Pd, intervenendo sull'emendamento che chiedeva il ripristino dell'articolo 18. "Questa è la fotografia plastica - ha indicato Serracchiani - che il M5S e la Lega non cambiano di una virgola il Jobs Act, che rimane esattamente quello approvato dal governo Renzi e poi portato avanti dal governo Gentiloni. Oggi prendiamo atto che voi il Jobs Act non avete nessuna intenzione di toccarlo e che anzi vi va bene, tant'è che nell'unico articolo in cui riducete il costo del lavoro, e lo fate ricorrendo alla decontribuzione, parlate espressamente dei contratti di lavoro indeterminato a tutele crescenti, che sono esattamente quelle che il Partito democratico ha inserito nel Jobs Act". "Prendete atto che avete mentito agli italiani", ha detto ancora Serracchiani rivolgendosi al Governo, precisando che "voi peggiorate il mercato del lavoro in Italia nel momento più delicato nel quale questo Paese sta tentando con difficoltà di crescere e rilanciare la propria economia".

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