Di Maio: "Da ArcelorMittal proposte non soddisfacenti"

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Le proposte migliorative del piano ambientale presentate da ArcelorMittal al Mise "non sono ancora soddisfacenti". Lo ha detto il ministro dello sviluppo economico, Luigi Di Maio, in conferenza stampa. Entrando nel merito dell'incontro, Di Maio ha spiegato che "sul piano ambientale si sono anticipate delle date per la realizzazione di alcuni obiettivi", però queste date "erano probabilmente quelle che bisognava prevedere nella procedura di gara quando si sono presentate, quindi con questi tempi e con questi termini rimediamo in parte a delle criticità che sono state espresse dall'Anac", ha aggiunto. "Il piano occupazionale - invece - sarà discusso credo domani tra sindacati e azienda", ha anticipato il ministro. 

"Carte in Procura". E poi:  "E' chiaro che se il governo precedente ha sbagliato la gara si prende una responsabilità che è senza precedenti, ma non me la prendo io, io mi prendo la responsabilità di gestire quello che viene dopo. Mi auguro che tutto sia in regola, me lo auguro per il bene dello Stato: se non dovesse essere così, porterò tutte le carte in Procura perché se ci sono rilievi e criticità, ci sono dei reati commessi". "Sono state raccolte tutte le informazioni dal ministero dell'Ambiente e noi faremo subito, penso in questa settimana, una richiesta all'avvocatura dello Stato che ci deve dire sul punto cosa si puo' fare e cosa non si può fare".

Le proposte. Raggiungere, entro il 2023, una riduzione delle emissioni di CO2 per tonnellata di acciaio liquido pari al 15% rispetto ai dati del 2017, azzeramento delle polveri al 2020 con 18 mesi in anticipo rispetto a quanto previsto dal Dpcm dicembre 2017, anticipazione della fine dei lavori per la copertura dei parchi delle materie prime, supporto alla crescita e al benessere delle comunita locali. E' quanto prevede l'addendum al piano ambientale che ArcelorMittal ha presentato al ministero dello Sviluppo economico al ministro Luigi Di Maio, ai sindacati, agli enti locali, e alle associazioni dei cittadini. Anche per il periodo successivo alla durata del piano industriale, ArceloMittal si impegna a "mantenere la produzione dell'acciaieria a ciclo integrato ad un livello non eccedente gli 8 milioni di tonnellate di acciaio liquido annue. C'è inoltre la possibilita di incrementare ulteriormente tale livello produttivo mediante l'impiego, per la realizzazione dei volumi produttivi addizionali, di processi di produzione a basso utilizzo di carbone (quali processi di produzione a base di gas naturale), verificate le relative condizioni di sostenibilita tecnica ed economica".   L'azienda si impegna inoltre a "elaborare e trasmettere alle Concedenti, ogni due anni, uno studio di fattibilità in merito all'implementazione presso lo stabilimento di Taranto di processi di produzione alimentati a gas naturale - nonche di processi alternativi di produzione a basso utilizzo di carbone - basato sui criteri del Contratto e recante puntuale indicazione del prezzo del gas naturale e/o delle altre risorse alternative impiegate che renderebbero sostenibile l'implementazione delle tecnologie considerate".    ArcelorMittal vuole "accelerare ulteriormente il completamento della copertura dei parchi, per eliminare il piu presto possibile queste fonti inquinanti nonche gli eventi critici che accadono durante i Wind Days". Nello specifico, sarà di almeno 18 mesi l'anticipo della fine dei lavori per la copertura dei parchi di minerale ferroso, mentre per i parchi di carbone sara' di almeno 13 mesi.

Tavolo e polemiche. Al Mise si torna a parlare di Ilva. Ma attorno al tavolo non soltanto Arcelor Mittal, che oltre un anno fa ha vinto la gara per l'Ilva, e i sindacati, ma una platea ben più ampia, che comprende addirittura associazioni e comitati locali. Oltre a Mittal, sindacati e commissari Ilva, ci saranno anche i sindaci delle città coinvolte, a partire da Taranto e Genova, i governatori di Puglia, Liguria e Piemonte, la Confindustria di Taranto e quella di Genova, l'Autorità portuale ligure, il prefetto di Taranto. Nell'incontro, Mittal dovrebbe illustrare agli interlocutori istituzionali e alle parti sociali i nuovi impegni assunti per l'Ilva sul doppio fronte ambientale e occupazionale. Tuttavia  il vertice al Mise è preceduto dalle forti perplessità manifestate sia dal sindaco di Taranto che dai sindacati Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm per finire a Confindustria Taranto, che hanno definito l'incontro di domani  passerella e perdita di tempo. 

Taranto, sindaco non va. Durissima la decisione del sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci, che attacca duramente il ministro dello Sviluppo, Luigi Di Maio, per la gestione della vicenda, lo accusa di dilettantismo e annuncia che il Comune non parteciperà domani al tavolo del Mise, ritenuto una sceneggiata. Melucci, in una nota, contesta che il tavolo sia stato esteso "ad una serie di sigle pseudo associative e comitati, tra i quali si rinvengono quelle delle aggressioni in Prefettura nel giorno dell'ultimo tragico incidente nello stabilimento, sigle dunque spesso inclini al dileggio delle Istituzioni, sigle che hanno parte della responsabilità di aver lacerato la comunità ionica in questi anni. Il ministro - prosegue Melucci - ha perciò scelto i suoi interlocutori e ha tracciato definitivamente la linea dei lavori, contro ogni nostro ulteriore possibilismo. Il Comune di Taranto non parteciperà a nuove iniziative in questa forma. L'azienda e i commissari sanno dove trovare il Sindaco quando la legge della Repubblica italiana prevederà il suo coinvolgimento", ma il Comune di Taranto, assicura Melucci, "non si presterà a questo dilettantismo spaccone, che il ministro Di Maio ci spaccerà sicuramente per trasparenza e democrazia, ma in realtà è solo una sceneggiatura ben congegnata per coprire il vuoto di proposte e di coraggio".

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