Stanno arrivando i taxi da prendere al volo

  • Auto volanti

Roma  Pronti, via. Ormai ci siamo. L’anno X sembra essere il 2020. I cieli cittadini stanno per essere invasi da taxi volanti, un servizio tutto nuovo che potrà rivoluzionare i trasporti. Con le grandi aziende che però rischiano di arrivare prima delle regolamentazioni, come ormai è prassi. Così che nei cieli che ancora non hanno ben chiarito le regole sui droni si aggiungerà il tema delle macchine volanti. Ma comunque con una bella comodità per chi potrà permetterselo. Si tratta di incroci fra auto, elicotteri e droni, appunto, capaci di portare un certo numero di passeggeri, e con un’autonomia che inizia ad essere interessante. 
Chi sta entrando pesantemente sul mercato non sono i piccoli sperimentatori all’avanguardia, ma i grandissimi gruppi in grado di mettere sul piatto investimenti per la ricerca, soldi per la produzione e logistica per il lancio effettivo del servizio. 
L’ultimo annuncio in ordine ditempo (dopo fra gli altri Uber con Nasa e Airbus, Lilium, i cinesi...) è la Rolls Royce. I suoi ingegneri stanno lavorando a “Evlot”, un sistema di decollo e atterraggio verticale sviluppato per muovere i flying taxi del futuro. La novità viene presentata al Farnborough Air Show 2018, il festival dell’industria aerospaziale. Iniziato nel 2016, Evlot è, in realtà, ancora in piena fase sperimentale e il suo debutto in occasione dell’Air Show è finalizzato ad attirare potenziali partner. Il concept dovrebbe essere prodotto a partire dal 2019. Gli aerotaxi di Rolls-Royce, dotati di motore elettrico, si muovono grazie alle turbine a gas, alimentando sei propulsori, e possono decollare e atterrare in verticale, attraverso la rotazione di 90 gradi delle ali, senza l’ausilio di una pista. Saranno in grado di trasportare 4 o 5 passeggeri a una velocità di 400 chilometri orari per più 800 chilometri. Il che vuol dire un bel raggio per un viaggio di due ore, capace di fare concorrenza agli aerei sulle tratte extra urbane e agli elicotteri su quelle più brevi.

Gli altri

Nel modello Pop.up di Airbus ci sono anche degli italiani. Ma in Europa si muovono anche i tedeschi di Daimler che hanno presentato nel 2017 a Francoforte “Volocopter”, un velivolo autonomo a marchio Mercedes. E anche i tedeschi di Lilium con il supporto dell’Agenzia Spaziale Europea. Uber aveva dichiarato l’inizio di una collaborazione con la Nasa per il lancio del primo esempio al mondo di ride-hailing aereo, previsto per il 2020. Anche Elon Musk, (Tesla, numero uno dei veicoli a batteria) ha annunciato di aver avere in cantiere  l’auto che vola, elettrica. Anche i cinesi sono sul mercato e hanno appena presentato a Dubai  EHang 184, taxi volante che sembrerebbe però avere un limite di capienza: per ora non può trasportare più di 100 chili. I primi a muoversi già nel 2019 potrebbero essere però gli olandesi della Pal-V Liberty.

Osvaldo Baldacci

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