Boeri: Stime? Ottimistiche L'ira di Palazzo Chigi

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Le famose stime dell'Inps sugli 8000 occupati in meno "possono apparire addirittura ottimistiche se si tiene conto che ai lavori in somministrazione vengono estese tutte le restrizioni stabilite dal decreto per i contratti a tempo determinato". Lo ha sottolineato il presidente dell'Inps, Tito Boeri, ricostruendo la storia della relazione tecnica sul dl dignità in audizione alla Camera.  Scatenando l'ira di Palazzo Chigi.

"Ministero metteva in conto". L'ufficio legislativo del ministero del Lavoro ha inviato all'Inps la richiesta di relazione tecnica il 2 luglio chiedendo, "in particolare, di stimare la platea dei lavoratori coinvolti al fine di quantificare il minore gettito contributivo derivante dalla contrazione del lavoro a tempo determinato nonché il maggiore gettito derivante dall'aumento del contributo addizionale" previsto dalla legge 92/2012. Con lo scopo di bilanciare le minori entrate con il maggiore gettito e garantire quindi l'equilibrio finanziario". E ancora: "Da notare - ha osservato Boeri - che dalla formulazione della richiesta si evince che il ministero del Lavoro già aveva messo in conto una riduzione dell'occupazione a tempo determinato per effetto del decreto".

L'incarico. "Se nelle sedi istituzionali opportune mi venisse chiesto di lasciare il mio incarico anticipatamente perché ritenuto inadeguato a ricoprirlo, ne trarrei immediatamente le conseguenze. Ciò che non posso neanche prendere in considerazione sono le richieste di dimissioni on line e le minacce da parte di chi dovrebbe presiedere alla mia sicurezza personale", ha poi detto Boeri.    "E soprattutto - ha aggiunto Boeri - non sono affatto disposto ad accettare l'idea che chi ricopre l'incarico di presidente dell'Inps debba in tutto e per tutto sposare le tesi del Governo in carica. L'esecutivo che mi ha nominato non mi ha mai chiesto di giurare fedeltà al suo programma, né io avrei mai accettato di farlo. Chiedo lo stesso rispetto istituzionale a questo esecutivo, non tanto per me stesso, quanto per la carica che ricopro".

L'ira di Palazzo Chigi. Fonti vicine al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, nel riferire della "forte irritazione" del premier per le parole del presidente dell'Inps Tito Boeri nei confronti del ministro Luigi Di Maio, parlano di "toni inaccettabili e di espressioni fuori luogo". E le stesse fonti aggiungono: a maggior ragione se arrivano da una figura che dovrebbe mantenere un profilo squisitamente tecnico.

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