Un'Italia divorata dal cemento

  • AMBIENTE

ROMA. Ogni secondo in Italia vengono coperti con cemento o asfalto due metri quadrati di territorio. Ogni due ore viene costruita un'intera piazza Navona. È un consumo di suolo ad oltranza quello che in Italia continua ad aumentare anche nel 2017, tanto che la superficie naturale si è assottigliata di altri 52 km2 negli ultimi 365 giorni. Sono questi i dati del Rapporto Ispra-Snpa sul “Consumo di Suolo in Italia 2018”. 
Quasi un quarto (il 24,61%) del nuovo consumo di suolo netto tra il 2016 e il 2017 avviene all'interno di aree soggette a vincoli paesaggistici. Nelle  aree protette la maglia nera delle trasformazioni del suolo 2017 va al Parco nazionale dei Monti Sibillini, con oltre 24 ettari di territorio consumato, seguito da quello del Gran Sasso e Monti della Laga, con altri 24 ettari di territorio impermeabilizzati, in gran parte dovuti a costruzioni ed opere successive ai recenti fenomeni sismici del Centro Italia. I Parchi nazionali del Vesuvio, dell’Arcipelago di La Maddalena e del Circeo sono invece le aree tutelate con le maggiori percentuali di suolo divorato.

Record al Centro Nord

A livello provinciale, al Centro e nel Nord Italia si registra l’incremento più alto nel 2017. Sissa Trecasali (Parma), con una crescita che supera i 74 ettari, è il comune italiano che ha costruito di più nell’ultimo anno.   
Per contrastare tutto questo - ha detto ieri il ministro dell’Ambiente Sergio Costa - «serve una nuova legge per difendere il suolo dal consumo e dallo spreco. Partiamo dal buon lavoro fatto nella scorsa Legislatura». Aggiungendo poi «il concetto di bilancio ecologico preventivo rispetto alle autorizzazioni che si danno per le cementificazioni o costruzioni». Insomma, prima di cementificare, si dovrebbero «valutare quali sono i costi per il cittadino rispetto a una nuova costruzione. Parliamo di costi sociali».

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