Il negozio senza prezzi Paghi, ma solo se puoi

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ROMA. Paga quello che vuoi. O meglio, paga quello che puoi. La filosofia del “pay-what-you-can” è alla base del primo supermercato al mondo di questo genere. Dove insieme si cerca di combattere lo spreco alimentare e la povertà. Siamo a Toronto, in Canada, dove un giovane chef ha appena aperto un market dove si paga solo quello che si può. Jagger Gordon ha iniziato la sua sfida allo spreco alimentare partendo dai numeri. In Canada il 70% di frutta e verdura viene scartato perché di forma o aspetto non conforme agli standard, a fronte di 4 milioni di persone che fanno la fame. È partendo da questi dati che nel 2014 Gordon ha fondato Feed it forward, un’impresa caritatevole che ha servito in questi anni quasi 40 mila pasti e “salvato” tonnellate di cibo commestibile dai cassonetti. In due mesi, tra maggio e giugno scorsi, Gordon ha aperto prima un bar poi un supermercato (di circa 100 metri quadrati) aperto sette giorni su sette, dove poter pranzare e fare la spesa col sistema del “paghi quello che puoi”. «Anche zero», spiega lo chef sul blog Feeditfarward. Tra gli scaffali, dove si gira coi carrelli come in un normale supermercato, si trova di tutto, dallo zucchero alle verdure e persino il cibo per cani, «perché la gente che ha fame ha anche animali che hanno fame», dice Gordon. Il primo giorno hanno fatto la spesa 296 persone. Alcuni hanno pagato il giusto, altri nulla e altri di più. Tutti poveri? Sembra di no. La filosofia che sta alla base del progetto è quella del servizio senza distinzioni: «Tutti sono trattati nello stesso modo» e l’obiettivo «non è fare profitto». Tutti gli eventuali utili vengono reinvestiti per coprire i costi dell’affitto e il trasporto delle merci. Con Gordon lavorano 600 volontari e il suo obiettivo  è dimostrare che il modello “paga quello che puoi” può funzionare e deve essere contagioso.

In Italia

Se la Francia è stata pioniere in Europa contro lo spreco alimentare - dal 2016 per legge i supermercati con più di 400 mq di spazio commerciale hanno l’obbligo di donare l’invenduto edibile alle associazioni caritatevoli che ne fanno richiesta - le iniziative per evitare di far finire il cibo nella spazzatura si vanno moltiplicando in tutta Europa. Italia in testa. Nel nostro Paese è in vigore dal 2016 la legge Gadda, che semplifica e incentiva le donazioni di alimenti invenduti per il consumo umano. Anche grazie a questa si sono moltiplicati nello stivale i cosiddetti empori solidali, dove la spesa è gratis.  Piccoli supermercati attivi dal 2008 (Roma e Prato sono i primi nati attraverso la Caritas) che si sono moltiplicati negli ultimi due anni, fino ad arrivare a una sessantina in quasi tutte le regioni. A differenza dell’esperienza canadese, però, l’accesso all’emporio solidale è limitato. Ogni regione ha la sua legislazione in merito ha chi ha diritto a fare la spese in questi market solidali. I criteri sono per lo più legati al reddito e alla residenza.

SERENA BOURNENS

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