Case, locali e società ecco gli affari dei clan

  • Roma

ROMA C’erano quattro alloggi popolari occupati senza averne diritto, tra Ciampino, Roma e Ostia, una discoteca in via di Libetta (tra le strade più trafficate della movida romana), un lussuoso ristorante di pesce a Campo de’ Fiori, tra le attività in mano alla Famiglia Casamonica che aveva il suo quartier generale in vicolo di Porta Furba, dove il clan abruzzese di origini sinti si stanziò oltre 40 anni fa, all’ombra dell’Acquedotto Felice.

All’epoca occupavano un vasto prato con le loro roulotte e i cavalli. La vulgata del quartiere racconta che quei terreni, appartenenti a una nobildonna, furono vinti a carte da uno dei Casamonica. Da allora la famiglia si è allargata, soprattutto economicamente. Grazie ai proventi di spaccio e usura, sostiene la Dda, il clan aveva a sua disposizione il ristorante Snob Fish in vicolo delle Grotte, il centro estetico Femme Fatale in via Tuscolana 695, la discoteca Om Club in via di Libetta 7, la palestra di pugilato Vulcano Gym di Marino, di fatto gestita dall’ex campione italiano di boxe Domenico Spada (arrestato anche lui con l’aggravante del metodo mafioso). Tutte le attività erano intestate a prestanome, così come diverse quote societarie sequestrate dalla procura.

PAOLO CHIRIATTI

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