Piacere, Ronaldo La Juve accoglie l'alieno

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CALCIO Oltre duecento giornalisti presenti, la diretta televisiva in 23 Paesi del Sud America. Il primo giorno juventino di Cristiano Ronaldo potrebbe essere riassunto così, tanto per rendere l’idea. Ma ci sono anche le centinaia di persone già presenti davanti al JMedical alle 9 del mattino, più quelle rimaste fuori dallo Stadium – sotto un acquazzone tropicale – nel tardo pomeriggio sperando di incrociarne un saluto. CR7 ha illuminato Torino e regalato entusiasmo. Per lui, è stato aperto il “Club Gianni e Umberto Agnelli”: troppo piccola la solita sala conferenze dello Stadium. Sicuro di sé, come da curriculum. Spavaldo, anche. Magari non arrogante, ma certamente calato fino in fondo nel personaggio del giocatore più forte del mondo: «Accettare la proposta della Juventus è stato facile. Si tratta di una delle migliori squadre al mondo, non lo vivo certo come un passo indietro della mia carriera. Qui sono tutti abituati a vincere e io li aiuterò a fare ancora meglio».
Si sente al top, l’ex madridista. Infischiandosene dell’età: «Quella non conta. Sto benissimo, sotto tutti i punti di vista. Altri miei colleghi, con tutto il rispetto, a 32 o 33 anni pensano di essere arrivati quasi alla fine della loro carriera e scelgono campionati meno competitivi: io no, io sono diverso. E non mi piacciono le cose facili o le zone di comfort: mi aspetta una sfida molto dura, ma sono convinto di poterla vincere. Lascerò un segno anche qui». Gli chiedono la Champions, ovvio: «Bisogna restare calmi e lavorare. Io spero di portare fortuna, magari. Negli ultimi anni la Juve ci è arrivata vicina, ma le finali sono sempre un’incognita». Lui, che ne ha vinte cinque (come i Palloni d’Oro), sa come si fa a vincerle. Ed è per questo che la Signora se lo è portato a casa: «La fortuna bisogna andarla a cercare, anche».
DOMENICO LATAGLIATA

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