Cosche e calcio Pene confermate

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TORINO Tra Torino, Vercelli e Biella c’erano traffici di droga ed estorsioni realizzate da uomini della ‘Ndrangheta tra il 2009 e il 2016. Lo ha confermato la Corte d’appello di Torino che ieri ha condannato 14 persone (e ne ha assolta una) al termine del processo nato dall’inchiesta “Alto Piemonte” della Dda.

È l’inchiesta che ha rivelato gli interessi della ‘Ndrangheta nel business del bagarinaggio di biglietti della Juve. Tra i principali personaggi coinvolti ci sono Saverio e Rocco Dominello, padre e figlio di una famiglia legata alla cosca Pesce-Bellocco di Rosarno (Rc), accusati di associazione mafiosa e tentato omicidio. Il primo ha preso otto anni e otto mesi, il secondo cinque. I due erano interessati nei profitti della vendita illecita di biglietti delle partite.

Il più giovane era stato introdotto negli ambienti della Juventus da Fabio Germani, tifoso condannato ieri a quattro anni e cinque mesi per concorso esterno in associazione mafiosa. In primo grado il tribunale di Torino lo aveva assolto: «Siamo sorpresi e delusi - ha dichiarato il suo avvocato, Michele Galasso -. Rispetto alla sentenza di primo grado non c’erano elementi nuovi che potessero giustificare questo cambiamento così radicale. Leggeremo le motivazioni e ricorreremo in Cassazione».

ANDREA GIAMBARTOLOMEI

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