«Amo comporre musica e oggi uso GarageBand»

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ROMA «Adoro comporre musica, da sempre. Una bella canzone dura per sempre. È interessante vedere come alcune canzoni che ho scritto anni fa parlino della contemporaneità e della situazione politica in America e nel mondo in generale». Parole di Suzanne Vega stasera alle 21 alla Casa del Jazz per I Concerti nel Parco. L'artista di Santa Monica ripercorrerà tutte le tappe più significative della sua carriera,  dall'album di debutto uscito nel 1985.

È sulle scene dalla prima metà degli anni '80: come è cambiato nel tempo il suo approccio alla musica e alla forma/canzone? 
«La forma canzone è sempre la stessa ma la tecnologia è diversa. Adesso posso usare GarageBand insieme a carta, matita e chitarra!»

Quanto è cambiata la scena musicale rispetto agli anni ‘80 e ‘90? 
«Molto, adesso è molto più differenziata e specializzata. A meno che uno non sia una popstar come Adele e Beyoncé, si può suonare anche per un piccolo pubblico su Spotify e i gruppi di appassionati diventano più piccoli ma più definiti col passare del tempo».

Quanta importanza ha avuto per lei e i suoi testi New York, la città nella quale è cresciuta? 
«L’atmosfera di New York è sempre dentro di me e le mie canzoni. Ma posso scrivere anche di altri luoghi – per esempio ci sono molte mie composizioni, che io chiamo “water songs” che sono ambientate e parlano dell’oceano».

Cosa pensa dell'attuale situzione politica degli States, in particolare della presidenza Trump? 
«È una grande delusione, una cosa scioccante.Sono orripilata dal fatto che così tanti americani abbiano creduto che Trump fosse qualificato per essere il leader di un paese. Non vedo l’ora che questo regime finisca e spero vivamente che i giovani che voteranno comprendano che l’amore è l’unica via».

STEFANO MILIONI

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