Allora mettiamo il velo anche ai quadri di Leonardo

  • CARLO BARBIERI

La notizia è su tutti i media: la Fifa ha chiesto ai cameramen di non riprendere donne avvenenti alla finale dei mondiali. Motivo? Secondo loro sarebbe sessismo. Eppure le ragazze sugli spalti appena capiscono di essere inquadrate, ridono felici e si sbracciano a salutare. Ma perché, se loro sono contente, la Fifa non si fa i fatti suoi? E comunque, se riprendere una bella ragazza è sessismo, perché non estendere il divieto anche ai bei ragazzi? Nel loro caso non lo è? La Fifa dovrebbe andarci cauta: se discriminasse i maschi, rischierebbe una class action miliardaria.

Ma mettiamo che la Fifa decida per la parità: "Ok, niente riprese di belle ragazze, né di bei ragazzi". Non andrebbe bene nemmeno, perché tutte le volte che un cameraman inquadrerà una donna o un uomo, sarà come se dicesse "Con te lo posso fare perché sei una cozza". Risultato: telecamere sfasciate e cameramen in ospedale. 

Ma l'idea della Fifa è molto più pericolosa di quello che sembra. Se prenderà piede, metterà in crisi interi settori dell'economia. Chi comprerebbe un cosmetico pubblicizzato da una inguardabile, o un dentifricio che dona un sorriso da pescecane, o un rasoio che passa su un volto da scimmia, o un costume da bagno indossato su un corpo-mortadella? Industrie chiuse, agenzie pubblicitarie fallite, gente in mezzo a una strada. 

E poi, scusate, l'unica industria che sta rimanendo all'Italia è quella turistica, no? Bene, che facciamo con quei trionfi della bellezza del corpo umano che sono i nostri musei? Mettiamo il velo ai quadri di Leonardo, di Raffaello, di Antonello, insomma di tutti questi "sessisti" che hanno dipinto belle donne e begli uomini? E le statue, che il corpo lo rappresentano addirittura in 3D? Facciamo indossare un saio al Davide di Michelangelo e un burka alla Venere Callipigia (che, per chi non lo sa, significa "dal bel culo")?

Musei svuotati, turismo crollato. Una pena.

Ma la pena maggiore me la farebbero i visitatori-uomini dei bronzi di Riace, che non potrebbero più dire alle loro donne "Tu che ti lamenti di me, guarda come ce l'hanno piccolo loro".

Ripensaci, Fifa. 

CARLO BARBIERI

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