«Devo molto all’Italia: ha subito creduto in me»

  • George Ezra

MUSICA Con il nostro Paese George Ezra ha un legame speciale. «Perché tutto è partito dall’Italia, che per prima ha creduto in questa canzone», spiega attaccando alla chitarra “Budapest” nel corso dello showcase milanese. Da quel singolo a oggi, il cantautore inglese è diventato una star con l’album di debutto “Wanted On Voyage”. A cui ora segue “Staying At Tamara’s”, secondo capitolo di una storia che s’annuncia ancor più rosea. George, però, resta coi piedi per terra e il sorriso sulle labbra, senza tirarsela da divo.

George, chi è la Tamara del titolo?
«È la proprietaria di un B&B a Barcellona dove mi sono fermato un mese. Dopo due anni in tour ho finalmente tirato il freno e messo le basi per il nuovo cd».

Che differenze ci sono rispetto all’esordio?
«Il primo era il disco di un diciannovenne e si sente, questo è l’album di un venticinquenne: non più ragazzo, non ancora uomo. Musicalmente ho le idee più chiare, nella vita mi pongo tante domande. Chi sono, com’è il mondo attorno a me…E sto ancora cercando le risposte».

Come vive il successo?
«Mi ha sorpreso. Anche perché, sin da piccolo, ho sempre badato più alla musica che all’immaginario delle popstar. I soldi, poi, non m’interessano. Sembra un cliché, ma è vero: non danno la felicità. Solo qualche sicurezza in più».

Il 26 ottobre suonerà al Fabrique di Milano…
«Adoro stare sul palco. Col tempo ho imparato che non serve uno show perfetto, ma l’importante è far felice la gente».

 

 

DIEGO PERUGINI