May: con Brexit addio ai lavoretti a Londra

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GRAN BRETAGNA Dopo la Brexit, non si potrà arrivare in Gran Bretagna in cerca di lavoro, ma resteranno benvenuti gli immigrati con specializzazioni e conoscenze utili per l’economia britannica. Lo ha scritto la premier britannica, Theresa May, su Facebook, nel giorno in cui il governo di Londra ha pubblicato l’atteso e contestato Libro Bianco, il piano per le relazioni con l’Ue post-Brexit. «Non accadrà più - ha precisato May - che la gente senza permesso arrivi qui da tutta Europa con la remota speranza di poter trovare un lavoro. Saranno sempre benvenuti, invece, i professionisti qualificati che aiutano il nostro Paese a prosperare: medici, infermieri, ingegneri e imprenditori. Per la prima volta da decenni, avremo il pieno controllo dei nostri confini e sarà il Regno Unito, non Bruxelles, che deciderà a chi sarà consentito vivere e lavorare qui».

La Mecca londinese

Una doccia fredda per la moltitudine di italiani che vedevano Londra come la “Mecca” del lavoretto facile. Anche se non lo era del tutto. «Il più grosso problema degli italiani in cerca di fortuna è che erano legati a leggende metropolitane, ad un immaginario anni Settanta del lavapiatti sgrammaticato che diventa un self-made man - raccontava una giovane italiana emigrata - non è così. Oggi molto dipende da te, da come ti adatti, dal tuo carattere. Devi pensare una cosa: cameriere o manager, qui arrivano in mille da tutto il mondo per fare quello che vuoi fare tu».

La corsa alla residenza

Per gli stanziali, intanto, è partita la corsa alla residenza, con l’iscrizione all’Anagrafe degli italiani residenti all’estero già arrivata in Gran Bretagna a quota 315 mila iscritti e Coldiretti che segnala come nel 2016 (ultimo dato disponibile) siano stati quasi 15 mila i giovani italiani under 40 che si sono trasferiti in Gran Bretagna. Sempre secondo Coldiretti il Regno Unito continua a rappresentare la meta preferita per i nostri giovani connazionali in cerca di occupazione perchè «consente di completare l’esperienza di vita all’estero con l’apprendimento della lingua». «Ora con la Brexit e lo stop agli arrivi annunciato dalla premier inglese si aggrava il problema degli sbocchi occupazionali», sostiene Coldiretti invitando a rilanciare il settore agricolo nazionale.

Libro Bianco nella bufera

Intanto il Libro Bianco con le proposte di Londra per le future relazioni con la Ue fa infuriare i sostenitori della “Brexit dura” e ha già portato alle dimissioni di due ministri (David Davis e Boris Johnson). La premier May viene accusata di non aver mantenuto le sue promesse. Ma il nuovo ministro per la Brexit, Domici Raab, assicura che sarà rispettato l’esito del referendum.

METRO

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