«Canto Califano e sogno di fare un film con Özpetek e Virzì»

  • Claudia Gerini Solis String Quartet

INTERVISTA  Il Califfo raccontato attraverso le sue donne in “Qualche estate fa” Vita, poesia e musica di Franco Califano. Lo spettacolo per la regia di Massimiliano Vado, applauditissimo ad AstiMusica, di scena sabato per I Concerti nel Parco alla Casa del Jazz di Roma, poi per due date in Sicilia e tournée in autunno, vede protagonista una convincente Claudia Gerini, accompagnata dal Solis String  Quartet.

Claudia, lei Califano lo conosceva davvero?
Ho avuto modo d’incontrarlo a Sky: eravamo ospiti della stessa trasmissione. Mi è parso subito un uomo di grande carisma, magnetismo e comunicatività. Un signore: mi ha dato la mano con estrema galanteria.

E come si è preparata a raccontare un personaggio controverso dalla fama di sciupafemmine?
«Col cuore. Ho raccolto suggestioni di donne che lo hanno conosciuto o che lo hanno amato: figure un po’ romanzate, ho letto tanto di lui e poi avevo una mia idea già precostituita, anche se con i testi di Stefano Valanzuolo mi sono immersa facilmente nel suo mondo scanzonato e ironico. Era un uomo di un grande romanticismo nonostante la fama».

La più difficile da cantare?
«Minuetto, sicuramente... Ma io amo le sue poesie e mi piacciono le sfide! Comunque qui raccontiamo Califano non imitando nessuno e mi emoziono sempre perché i suoi testi arrivano dritti al cuore, per la semplicità e la schiettezza nel dipingere l’umanità e le sue debolezze».

So che è molto impegnata in diversi set...
«Sì, le riprese di Coliandro dei fratelli Manetti, la seconda stagione di Suburra, 8 puntate per Netflix, e poi per RaiCinema sarò sul set di Dolce Roma diretto da Fabio Resinaro.

E quando la rivedremo al cinema?
«Sarò nei panni di una pm che indaga su un omicidio nel film Non sono un assassino di Andrea Zaccariello, con Scamarcio, Boni e Pesce. Ma non so quando uscirà esattamente».

Ha lavorato con bravi registi da Verdone a Muccino… A chi è più legata?
A Carlo Verdone che mi ha fatto scoprire attrice brillante da giovanissima, poi Castellitto, che mi ha dato la possibilità di misurarmi con un cinema più d’autore, ma anche Tornatore e Genovese...

E per quale regista vorrebbe lavorare?
Paolo Virzì che amo molto e Ferzan.

 

 

ORIETTA CICCHINELLI