Tolti alla mafia 167 immobili

  • TORINO

TORINO Sono 167 gli immobili dei mafiosi diventati case per accogliere persone in difficoltà o strutture per associazioni e volontari.

Sono i dati illustrati ieri dall’assessora regionale Monica Cerutti ai consiglieri della commissione legalità del Piemonte, presieduta da Giorgio Bertola (M5s), fornendo dei dati aggiornati sui fondi erogati dalla Regione per il riutilizzo e la funzione sociale dei beni confiscati alle mafie. Tra questi c’è la cascina confiscata a due fratelli dediti a rapine ed estorsioni, diventata nel 1998 la caserma dei volontari dei vigili del fuoco a cui il Piemonte ha destinato 75.000 euro per migliorare gli ambienti; 23.000 euro circa sono stati destinati per ristrutturare un immobile a Nichelino, sottratto a un professionista in affari con alcuni malavitosi, che diventerà la “Casa dei diritti” per associazioni volontarie.

Molti altri interventi sono stati finanziati nel resto della regione, ma molto resta da fare a Torino dove, sebbene ci sia il più alto numero di beni (123), il Comune non ha chiesto fondi per lavori a case da destinare all’emergenza abitativa, fa notare Marco Grimaldi, consigliere di Leu. Per Bertola e Francesca Frediani (M5s), «la Giunta regionale ha drasticamente ridotto di un quarto le risorse del bando»: dai 200.000 del 2017 ai 150.000 del 2018.

ANDREA GIAMBARTOLOMEI

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