Di Maio: restare nell’euro Dossier Ilva a Cantone

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ROMA Il governo non pensa a far uscire il Paese dall’euro, ma l’Italia dà 20 miliardi all’Ue e vuole «ottenere risultati». Lo ha affermato il vicepremier Di Maio, secondo il quale l’esecutivo - contrariamente a quanto adombrato dal ministro Savona - non sta pensando a «un piano B». «Non ci sto pensando e il governo non sta lavorando a questo - ha spiegato Di Maio - non possiamo immaginarlo nemmeno per un attimo».

Chiamata in causa l'Anac

Intanto l’Ilva torna nella bufera, con la decisione del vicepremier Di Maio di girare all’Autorità nazionale anticorruzione il dossier relativo alla gara di aggiudicazione che ha visto prevalere la società di Arcelor Mittal e Marcegaglia. Di Maio ha girato tutto a Cantone perchè nelle scorse ore il governatore della Regione Puglia, Michele Emiliano, gli aveva scritto una lettera paventando possibili irregolarità nella gara conclusa 13 mesi fa. Non è la prima volta che si tira in ballo la regolarità della gara, ma in precedenza il ministro Calenda, forte di un parere dell’Avvocatura dello Stato, aveva sottolineato che «non si potevano riaprire i giochi». Il coinvolgimento di Cantone rischia di congelare a lungo la situazione (al momento il commissariamento è stato prorogato a settembre).

Alitalia a corto di liquidità

Situazione preoccupante anche per Alitalia. Di Maio ha assicurato che «i responsabili della situazione attuale saranno puniti e dopo si valuterà la strada da percorrere sulla base anche di una spending review interna. Ci sono tanti scenari di vendita - ha aggiunto - ma il tema è non svenderla». L’Associazione nazionale piloti si dice però «fortemente preoccupata per la situazione finanziaria: la liquidità di Alitalia infatti potrebbe terminare entro il prossimo inverno». Per questo di chiede l’intervento del governo.

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