Comasina e Bruzzano droga e agenti corrotti

  • Milano

CITTA' Un’operazione antidroga ha scoperchiato un “mondo” di criminali radicati nel territorio, imprenditori che reinvestivano i soldi sporchi nell’immobiliare, poliziotti corrotti. È l’operazione “Red Carpets” che ieri, su richiesta del gip e della Direzione distrettuale antimafia, ha portato la polizia a eseguire 23 ordinanze di custodia cautelare: 22 a carico di spacciatori divisi in due gruppi, uno alla Comasina e uno a Bruzzano, gruppi attivi dal 2013 al 2017 almeno; e uno a carico di un sovrintendente della polizia, già in forza al commissariato della Comasina. Le “soffiate” di questo poliziotto, Roberto D’Argano, che si incontrava coi criminali alla AmbrosCar di Novate Milanese e che è stato scoperto dai suoi stessi colleghi assieme ad altri tre che lo coprivano,  erano ripagate a suon di droga, soldi e favori: mille euro di “stipendio” al mese, cocaina, serate in discoteca, prestiti facili, weekend al lago.

Le indagini sono costate parecchi atti di intimidazione ai danni del commissariato Comasina: il lancio di un ordigno rudimentale nel cortile, l’incendio di una vettura di un investigatore, minacce di morte scritte sui muri di piazza Gasparri. Importante l’apporto di un pregiudicato, Laurence Rossi, che dopo l’arresto è divenuto collaboratore di giustizia. Rossi forniva di cocaina la Comasina, dove comandava il cognato Luca Saccomano, e Bruzzano, dove il boss era Cristofer Saccomano, nipote di Pepe Flachi, già a capo di un'alleanza di 'ndrine e un tempo considerato l'erede di Vallanzasca.

METRO

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