Il mare del Lazio in pessima salute

  • Roma

ROMA Il Lazio è in pessime acque, se si leggono i dati forniti dalla Goletta Verde di Legambiente, che ieri ha reso noti i campionamenti sulle coste della regione: 17 punti monitorati su 24, il 71% dei casi, presentano valori di inquinamento elevati, con la provincia di Roma a guidare questa poco lusinghiera classifica. E ci sono anche record assoluti, con situazioni che nonostante esposti dell’associazione e controlli delle forze dell’ordine che hanno portato anche a denunce, mostrano un inquinamento ormai cronico: è il caso ad esempio della foce del Fosso Grande ad Ardea che per il nono anno consecutivo ricevono un giudizio di “fortemente inquinato”. A ciò si aggiunge la presenza di rifiuti (da plastica a materiali ingombranti) testimoniati da un reportage fotografico  realizzato da Anna Paola Montuoro. «Il mare del Lazio è una risorsa fondamentale che va tutelata e salvaguardata con azioni concrete di cittadini, istituzioni, forze dell’ordine, associazioni, realtà economiche costiere», ha commentato Roberto Scacchi, presidente di Legambiente Lazio.

Tra i punti più inquinati ci sono quelli alla foce del fiume Arrone (Fiumicino); alla foce del Tevere (Ostia); alla foce del canale all’altezza di via Filadelfia a Torvajanica; alla foce del Rio Torto (Pomezia); alla foce del fosso Grande (Ardea); alla foce del fosso Cavallo morto (Anzio).

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