«Sono un moschettiere bambinone che si diverte»

  • Pierfrancesco Favino

CINEMA Sarà Tommaso Buscetta, sarà D’Artagnan, forse anche Bettino Craxi e potremmo anche rivederlo sul palco di Sanremo. Pierfrancesco delle meraviglie. Capace in tutto: di scendere nelle pieghe profonde di personaggi difficili ma anche di far sorridere su palcoscenici canori. Pierfrancesco Favino irrefrenabile. E oggi, durante una pausa dal set de I moschettieri del re di Giovanni Veronesi (che Vision manderà al cinema il 27 dicembre) si racconta.

Favino, da doce cominciamo?
«Da questa favola di un bravo spadaccino che è però alla fine un bambinone che va avanti spinto da bisogni primari e fa parte dell’immaginario di ognuno di noi. Ci siamo divertiti a riderci un po’, l’ho interpretato pensando alle mie figlie. E non vedo l’ora di tornare sul set con gli altri moschettieri, Mastandrea, Rubini e Papaleo».

E del possibile Craxi da interpretare che cosa può dirci?
«Per Hammamet di Gianni Amelio c’è una possibilità ma nulla ancora di certo, mentre mi vedrete nei panni di Buscetta nel film di Marco Bellocchio. Film che ho inseguito a lungo, cosi come da molto tempo mi documento su Buscetta, personaggio che mi incuriosisce molto».

E risalirebbe sul palco dell’Ariston?
«Vedremo. Sanremo  è stata una grande opportunità che ha mostrato una parte di me che solo i miei amici conoscevano e mi ha messo davanti al grande pubblico, cosa che amo perché mi sento un attore non intellettuale ma popolare».

 

SILVIA DI PAOLA