Draghi: «Oltre le parole aspettiamo i fatti»

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ROMA «Prima di pronunciare un giudizio aspettiamo i fatti, che saranno la prova del nove: per il momento ci sono state solo parole, che peraltro sono cambiate». Così il presidente della Bce, Mario Draghi, a proposito delle politiche del governo italiano in materia di debito e di pensioni. Più in generale, intervenendo alla Commissione Affari economici del Parlamento europeo, Draghi ha ricordato che nell’area euro «i fondamentali economici rimangono solidi, nonostante qualche moderazione nella crescita». Il presidente della Bce ha poi sottolineato che «le nostre misure di politica monetaria sono state molto efficaci. Stimiamo che le misure adottate dalla metà del 2014 avranno un impatto cumulativo complessivo di circa 1,9 punti percentuali sia sulla crescita del Pil reale dell’area dell’euro sia sull’inflazione per il periodo compreso 2016-2020». Quanto ai rischi al ribasso per le prospettive di crescita, secondo Draghi «riguardano principalmente la minaccia di un maggiore protezionismo: un’Unione europea forte e unita può aiutare a cogliere i benefici dell’apertura economica».

Ilva al palo

«Sia il piano ambientale che quello occupazionale non sono soddisfacenti. Ci aspettiamo delle proposte fortemente migliorative». Così il ministro dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio, dopo l’incontro al Mise con i sindacati e l’azienda sulla vicenda Ilva. «Uno dei presupposti per far ripartire la trattativa - ha aggiunto Di Maio - è un passo in più sul piano occupazionale».

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