Buffon parigino sfida se stesso

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CALCIO Fa un certo effetto vedere Gianluigi Buffon con una divisa diversa da quella della Juventus, perché dopo 17 stagioni vissute intensamente in bianco-e-nero la società campione d’Italia ha ritenuto che fosse finito un ciclo ma il portierone ha pensato che non fosse ancora arrivato il momento di smettere. Fa un certo effetto sentirlo parlare in francese davanti alla stampa di mezzo mondo, al fianco di Nasser Al-Khelaifi, il presidente padrone che lo descrive come «un leader dentro e fuori dal campo» e che sottolinea come la scelta sia stata dettata dal «desiderio di Buffon di vincere con noi». Sottinteso la Champions League, unico trofeo che al momento manca in una bacheca da record.

Buffon non è sbarcato solo a Parigi, accompagnato dalla compagna Ilaria D’Amico e dai due figli avuti dal matrimonio con Alena Seredova. «Stavo programmando un altro tipo di futuro, però ho sempre avuto la speranza che accadesse qualcosa perché sentivo avere ancora qualcosa di importante da dare», l’esordio di una chiacchierata serena più che della consueta, ingessatissima conferenza stampa. Quel "qualcosa” non è accaduto nel perimetro della Juventus ma in quello del Psg dal momento che «la vita è imprevedibile». Imprevedibili lo sono anche i rapporti professionali, addirittura affettivi: chi ti spetti che ci sia non c'è, poi all’improvviso spunta invece chi non ti aspetti. «Ho accettato volentieri il Psg perché ci sono le condizioni per potermi migliorare come professionista e come persona. Non potevo dire di no anche se ho 40 anni», l’affermazione che nasconde ambizioni grandi e grosse.

Troverà (forse) Neymar («Tornerà qui con rabbia agonistica e desiderio di rivincita dopo la delusione del Mondiale»), dovrà sicuramente contendere la maglia titolare ad Alphonse Areola, 15 anni più giovane, non proprio felicissimo del suo sbarco sotto la Tour Eiffel: «Lo sport è competizione. Ho 40 anni però godo di un ottimo stato di salute. I 40 anni di un portiere sono come i 33 di un giocatore di movimento». Per la cronaca, Cristiano Ronaldo ne compirà 34 a febbraio... «Voglio giocare fino a quando sto bene e sarò tra i più forti. Penso di poter contribuire a fare in modo che il Psg cresca e punti a traguardi sempre più importanti», la dichiarazione d’intenti che lo conduce lontanissimo da Torino e dal passato.

La Juventus ormai è un ricordo ancorché dolcissimo, il presente ha la maglia color verde pallido del Paris Saint Germain, i suoi compagni non hanno le solite facce incrociate nello spogliatoio per una vita: «Ho svolto il primo allenamento con i ragazzi, che parlano lingue diverse. Questi momenti di disagio sono bellissimi per me da ricordare... Ho fatto 10 anni al Parma e 17 alla Juve, negli ultimi 17 mi sono creato una comfort zone. Ma a me non sono mai piaciute troppo, le comfort zone».

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