Alla procura di Torino un pool contro il razzismo

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TORINO Più attenzione alle denunce di reati a sfondo razziale. È il principio dietro le norme volute dal procuratore capo di Torino Armando Spataro in accordo con altri magistrati della procura per far fronte a «un sensibile aumento dei reati» motivati dall’odio e dalla discriminazione etnica o religiosa.

Ieri il magistrato ha voluto spiegare questa decisione: «Come Procura dobbiamo dare una risposta a questi reati odiosi e insopportabili». I fascicoli saranno trattati come prioritari e ad occuparsene saranno i pm del nono gruppo specializzato che, come spiega Spataro, eviteranno «di richiedere l’archiviazione per particolare tenuità del fatto», potranno «promuovere l’azione penale» e «svolgeranno personalmente le funzioni di pm in dibattimento». I colleghi del settimo gruppo specializzato dovranno invece studiare a fondo le richieste di quei migranti che hanno chiesto asilo, ma sono stati bocciati e hanno fatto ricorso.

«Se per assurdo un barcone di immigrati attraccasse ai Murazzi del Po, nessuno potrebbe vietare alle persone a bordo di scendere - ha aggiunto Spataro -. Se ciò accadesse noi faremmo accertamenti». «Forse il procuratore capo di Torino pensa che l’intera Africa possa essere ospitata in Italia? Idea bizzarra», ha replicato il ministro dell’Interno Matteo Salvini.

ANDREA GIAMBARTOLOMEI

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