I familiari applaudono: «È la fine di un incubo»

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THAILANDIA «Siamo felici e sollevati: è la fine di un incubo. Anche se abbiamo paura che qualcosa possa ancora andare storto. Si potrà festeggiare davvero solo quando saranno usciti tutti sani e salvi». Così i familiari del 14enne Nuttawut Takumsonh, uno dei 12 componenti del team intrappolato nella grotta. I genitori hanno anche annunciato l’intenzione di voler organizzare subito la festa di compleanno del ragazzo. La nonna ha affermato di aver pregato ogni giorno presso il tempietto nel loro giardino di casa affinchè il nipote tornasse sano e salvo. «Abbiamo ancora paura che i soccorritori non ce la facciano», ha ammesso la nonna. A quanto si è appreso, infatti, non tutte le famiglie avevano dato la propria approvazione all’avvio dell’operazione di salvataggio con il difficile percorso in immersione. Il governatore della provincia di Chiang Rai, Narongsak Osottanakorn, aveva però replicato: «Sanno e capiscono». La situazione è cambiata quando i primi ragazzi sono usciti dalla grotta. L’ottimismo è salito alle stelle, tanto che i Navy Seal thailandesi, sulla loro pagina Facebook hanno scritto: «Possiamo andare a dormire bene, buonanotte».

"Perdonato" l'allenatore

Si è stemperata così la tensione al campo, dove domenica le forze di polizia avevano creato una “zona rossa” di due chilometri attorno all’ingresso della grotta. L’accesso al campo base dei soccorsi all’esterno della grotta Tham Luang è stato vietato ai giornalisti. Sabato i ragazzini avevano inviato delle lettere - veri messaggi in bottiglia - alle loro famiglie e l’allenatore aveva invocato il perdono dei genitori: «Prometto che mi prenderò cura dei vostri figli come meglio posso. Voglio rivolgere le mie più sentite scuse a tutti». Ieri in un contro-messaggio i genitori lo hanno incoraggiato: «Per favore, non ti colpevolizzare. Non siamo affatto arrabbiati con te. Abbi cura di te stesso. Uscirai presto».

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