Una famiglia moderna tra amore e imperfezioni

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CINEMA Due papà sono “peggio o meglio” di uno? È su questo scherzoso (ma non troppo) interrogativo che si gioca la campagna pubblicitaria di “A Modern Family” (dal 12 in sala), commedia by Andrew Fleming, interpretata da Steve Coogan e Paul Rudd, coppia gay che diventa una famiglia grazie al nipotino di uno dei due che ha perso la madre e che ha un pessimo padre in galera. «Per me è il film più personale mai diretto. È un film di finzione composto da idee, personaggi e momenti che io stesso ho vissuto e ci sono voluti 10 anni per realizzarlo». E i due attori, comici rodatissimi, sintetizzano: «È un film unico perché è la rappresentazione non romantica di una coppia gay. I protagonisti sono uomini non più giovanissimi, disillusi e imperfetti sia come coppia sia come genitori di un ragazzino di dieci anni». E che cosa si racconta attraverso la creazione di una famiglia per caso? «I grandi problemi sull’identità, l’idea che le famiglie esistono in ogni forma e grandezza e che si può sempre costruire una famiglia  con qualunque risorsa disponibile» dice Rudd. E aggiunge Coogan: «Si parla anche del cosa rende un posto la tua casa quando vai in un luogo nuovo, ti reinventi ma resiste ancora qualcosa di familiare, qualcosa che ti ricorda un passato, un’altra casa. Santa Fe è un posto magico, in cui si va per reinventarsi e qui ogni personaggio crea e trova».

SILVIA DI PAOLA

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