Sul decreto dignità scintille M5S-Lega

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ROMA Scintille tra Matteo Salvini e Luigi Di Maio sull’iter parlamentare del decreto dignità appena varato dal Cdm. Ed è scontro anche con il presidente dell’Inps, Tito Boeri, preso di mira dal ministro dell’Interno. «Il provvedimento sul lavoro è un buon inizio, ma il Parlamento lo renderà ancora più efficiente e produttivo», ha affermato Salvini raccogliendo i malumori degli imprenditori del Nord per la stretta sui contratti a termine. Ma Di Maio ha subito replicato: «Se si vogliono annacquare le norme che abbiamo scritto allora il M5S sarà un argine».

«La risposta è nei dati»

Nel frattempo Salvini è tornato a criticare il presidente dell’Inps, Boeri, colpevole di sostenere che servono più immigrati per pagare le pensioni e che cancellare la legge Fornero costa troppo. «Il presidente dell’Inps continua a fare politica - ha scritto il vicepremier - ignorando la voglia di lavorare di tantissimi italiani. Vive su Marte?». «I dati sono la risposta migliore e non c’è modo di intimidirli - ha replicato Boeri - la mia risposta è nei dati e i dati parlano». Così il presidente dell’Inps ha spiegato che ritoccare le pensioni con la “quota 100” può costare - a seconda delle varianti - da 8 sino a 20 miliardi all’anno: «Ripristinando le pensioni di anzianità con quota 100 (o 41 anni di contributi) si avrebbero subito circa 750 mila pensionati in più». Anche «smontare del tutto la Fornero, tornare alla casella di partenza come nel gioco dell’oca, non è possibile». Intanto il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Ernesto Ruffini, ha fatto sapere che la prima rottamazione delle cartelle ha portato nelle casse dello Stato un miliardo in più del previsto (8,2 invece di 7,2).

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