Brignone: "Io, sciatrice, in gioco per salvare gli oceani"

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Milano  Oltre 1000 persone hanno corso sabato per “Run for the Oceans”, la manifestazione benefica organizzata da Adidas, che dopo Los Angeles, New York, Londra e Berlino, è approdata al Parco Sempione di Milano per combattere l’inquinamento dei mari e donare un dollaro per ogni chilometro percorso dai runners al progetto Parley Ocean Plastic Program. Fra loro, Federica Brignone, sciatrice specialista nello slalom gigante, bronzo alle olimpiadi di Pyeongchang.
Signora Brignone, lei è passata dal podio della medaglia di bronzo alla profondità degli oceani…
«Il mare è sempre stato la mia passione, fin da bambina».
Addirittura?
«Mia nonna ha una casa in Sardegna e mio padre è ligure, un vero uomo di mare. Quando ero piccola mi chiamavano “la foca” perché quando facevo il bagno non volevo mai uscire dall’acqua. Ho sempre provato un grande amore per il mare. Anche ora, quelle uniche due settimane l’anno in cui non mi alleno, pratico surf da onda».
Perché ha deciso di partecipare a questo progetto?
«Perché il fatto di avere un nome noto nel campo dello sport mi dà la possibilità di far arrivare a più gente possibile il messaggio. L’immagine dello sportivo è associata ad una vita sana e “pulita”. Come dovrebbe essere il mare. Se sta meglio lui, stiamo meglio tutti».
Il problema della plastica nel mare sta diventando drammatico?
«Esattamente. Non tanto per i rifiuti grandi, quanto per le micro plastiche  ingerite dai pesci. Ecco perché ci siamo mobilitati: per sensibilizzare i giovani che rappresentano il nostro futuro».
A proposito:  prossimo traguardo sportivo?
«Prima di tutto vincere una medaglia ai prossimi Mondiali. Poi, penserò a coronare il mio sogno: la Coppa del Mondo».

Patrizia Pertuso

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