Chef Rubio cucina per Sacko

  • MILANO/CHEF RUBIO

MILANO «È doveroso esserci. In un periodo storico in cui si inneggia all’odio, c’è tanta disinformazione e l’uomo medio è accecato da propaganda nazionalista e razzismo. Sarò a Milano per mostrare che ciò che dice Salvini sono menzogne». Non è un diplomatico Chef Rubio, star della tv attenta alla realtà politica e spesso dalla parte degli ultimi. Tanto che martedì 3 luglio dalle 20 sarà alla Darsena per cucinare il cous cous solidale. Una tavolata organizzata per raccogliere fondi per una borsa di studio a favore della figlia del sindacalista dell’Usb, Soumaila Sacko, il maliano 29enne ucciso il 3 giugno  a San Calogero (Vibo Valentia).

Chef, in questi giorni turbolenti, lei si schiera. Una mosca bianca tra i “vip”. 
Quasi nessuno si esprime. Ma forse chi dovrebbe, fa bene a tacere, perché non è preparato. Come non è preparato chi punta il dito e semina l’odio. In realtà, nel “sottobosco” siamo in molti a parlare e a opporci al razzismo di Salvini, solo che non facciamo notizia. 

Come nasce la tavolata? 
Non è stata una mia idea, mi hanno chiamato e ho aderito subito. Se fosse stata in Lapponia, sarei andato in Lapponia.

Lei ce l’ha col ministro degli Interni, quale è stata la sua affermazione che l’ha fatta più arrabbiare? 
C’è solo l’imbarazzo della scelta. Forse la maglietta con la scritta: “Lì dove il mare luccica” indossata il giorno dopo il naufragio che ha ucciso 100 persone tra le quali una decina di bimbi, è stata la peggiore. ANDREA SPARACIARI