SeaWatch fermata a Malta Germania verso la crisi

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La nave SeaWatch è sottoposta "a fermo" a Malta e non riesce a lasciare il porto de La valletta. Lo ha fatto sapere su Twitter lo stesso equipaggio, che denuncia: "Mentre ci impediscono di lasciare il porto, la gente sta affogando: ogni ulteriore morte in mare è responsabilità di coloro che impediscono il salvataggio. Salvare vite mare non è negoziabile".    Sea-Watch dice di aver appreso oggi che la nave è in stato di fermo, ma "senza alcun motivo legale fornito dalle autorita'": secondo l'equipaggio, la mancanza di permesso "non deriva da un problema di registrazione" nei registri navali ma è "una campagna politica per fermare il salvataggio delle persone in mare".

Libia. L’Unhcr denuncia un’altra tragedia del mare: 63 migranti risultano dispersi dopo che il barcone su cui viaggiavano si è capovolto davanti alla Libia. Nella settimana dal 21 al 28 giugno, sempre secondo l’Unhcr, 2.425 persone intercettate in mare sono state riportate in Libia. E nelle ultime 48 ore, in assenza di navi delle ong in zona (la Open Arms è in viaggio verso Barcellona), la Guardia costiera di Tripoli ha tratto in salvo quasi 300 persone.

Seehofer contro Merkel. Resta alta la tensione politica. Horst Seehofer ha bocciato l’accordo siglato da Angela Merkel con alcuni Paesi dell’Unione europea sui «migranti secondari». Lo riferiscono fonti dell Csu, facendo intendere che il governo tedesco è di nuovo a rischio di tenuta. Il ministro dell’Interno, che incarna l’ala destra dei conservatori, si è lamentato di aver perso tempo discutendo con la Cancelliera. Seehofer chiede che la Germania respinga i migranti già registrati in altri Paesi, mentre Merkel ha avviato trattative bilaterali. «Ma un accordo con l’Italia sui respingimenti rapidi alle frontiere tedesche dei richiedenti asilo già registrati non era possibile - ha spiegato Angela Merkel - l’Italia vuole prima ottenere una riduzione dei migranti che arrivano sul suo territorio». Intanto Ungheria e Polonia hanno smentito di aver stipulato accordi con Berlino.

Salvini: porti restano chiusi. «I porti sono e resteranno chiusi - ha ribadito il ministro dell’Interno, Salvini - oggi c’è una terza nave che prende la via di un altro Paese e ce ne saranno anche una quarta una quinta e così via». Quanto all’Europa, «si sono accorti che possiamo dire dei no».

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