Ilva, "Di Maio ci convochi o veniamo noi al Mise"

  • i sindacati

"Il ministro Di Maio ci convochi al più presto, entro il 4 luglio, altrimenti saremo noi ad autoconvocarci al Mise". E' la linea che hanno deciso oggi nel consiglio di fabbrica i sindacati Fim Cisl, Fiom Cgil, Uilm e Usb. Nella riunione si è parlato soprattutto della proroga che il ministro dello Sviluppo economico ha accordato ai commissari dell'Ilva sino al 15 settembre. Sino a questa data si andrà avanti con l'amministrazione straordinaria e non ci sarà il subentro di Am Investco, la società che fa capo ad Arcelor Mittal. "Vogliamo la convocazione - spiega Valerio D'Alò, segretario Fim Cisl Taranto - il Governo deve anzitutto chiarirci cosa intende fare per l'Ilva, quale è la sua linea, quale è il suo piano, se intende o meno rilanciare e risanare questa fabbrica confermandone l'importanza nel panorama industriale italiano".

Quali soldi? "Ma vogliamo anche lumi sulle finalità di questa proroga - aggiunge D'Alò - e soprattutto vogliamo che ci sia chiarito come i commissari affronteranno le settimane da qui al 15 settembre con i soldi che hanno in cassa senza chiedere un ulteriore aiuto finanziario al Governo. Come, sino a ieri si è detto che la cassa dell'Ilva era agli sgoccioli, che se non subentrava l'investitore Mittal gli stipendi erano a rischio da luglio, e adesso invece si sostiene che la liquidità permette di andare avanti sino al 15 settembre? Di Maio questo ce lo deve chiarire - sostiene il segretario Fim Cisl a Taranto - Perché non vorremmo che oltre a proseguire lo stato di incertezza dell'Ilva, si tirasse avanti in questo periodo estivo con ulteriori sacrifici a carico dei lavoratori, leggi altra cassa integrazione, e riducendo ancora gli interventi per le manutenzioni e la sicurezza che sono già al lumicino con rischi per chi opera sugli impianti".