La Lifeline verso Malta Ma sarà sotto indagine

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Sta per finire l’odissea dei 233 migranti a bordo della Lifeline dell’omonima ong tedesca a largo di Malta. La Valletta si è detta disponibile a permettere alla nave di attraccare nel suo porto se si trova un accordo tra i Paesi europei per ridistribuire i richiedenti asilo. "La nave Lifeline riceverà la costa maltese nel pomeriggio, avrà l'autorizzazione in giornata", ha dichiarato il premier maltese, Joseph Muscat. Otto stati membri dell'Ue ospiteranno i migranti che ora si trovano a bordo della nave. Oltre a Malta, ci sono Italia, Spagna, Francia, Portogallo, Lussemburgo, Belgio e Olanda. Ma la nave verrà trattenuta per avviare un'indagine sul comportamento di questi giorni, in particolare perché non sono state rispettate le leggi italiane e perché è  registrata in modo inadeguato in Olanda. "Il capitano ha violato le leggi internazionali", ha dichiarato il premier maltese.

Potrebbe scattare il sequestro. «E due - ha commentato il ministro dell’Interno, Matteo Salvini - dopo la ong Aquarius spedita in Spagna, ora tocca alla ong Lifeline che andrà a Malta, con questa nave fuorilegge che finalmente verrà sequestrata». Dalla nave Lifeline arriva intanto una protesta per non aver ricevuto nessuna comunicazione ufficiale. Intanto La Valletta annuncia: «Nel caso in cui la nave entri nei porti maltesi, verranno effettuate indagini e intraprese possibili azioni nei confronti della Lifeline che ha ignorato le istruzioni delle autorità italiane, in conformità alle norme internazionali, determinando questa situazione».

Posizioni distanti. Intanto sul piano politico e diplomatico, alla vigilia del Consiglio Ue di giovedì dedicato al tema, gli schieramenti restano distanti. Anche la posizione del governo italiano rimane ferma: Roma (Conte parlerà oggi in Parlamento) chiede che le «piattaforme di sbarco» siano realizzate fuori dalla Ue, che valga il principio per cui «chi arriva in Italia arriva in Europa» e che siano stanziate risorse adeguate.

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