«Noi siamo marea un film sulla generazione Y»

  • Noi siamo marea

CINEMA Da quindici anni una fetta di oceano è sparito dalla costa di Windholm, in Germania. E con l’oceano i bambini del luogo. Un mistero fitto di dolori e tutto da svelare per un giovane fisico cui è stata negata la borsa di studio che avrebbe reso possibile lavorare su quel buio. Ma questo Noi siamo la marea del tedesco Sebastian Hilger (in sala dopo aver vinto il Premio del Pubblico al Torino Film Festival) vuol parlare di gioventù e battaglie impossibili e quindi il nostro protagonista (Maximilian Max Mauff, star del cinema tedesco) si butterà a capofitto dentro una di queste, armato solo di idee ed energia. Del resto, dice il regista: «Il film è dedicato alla “generazione Y”, quella  che va avanti comunque e nonostante tutto».
 

Che significa?
«Che ci hanno cresciuti facendoci credere d’essere speciali, in grado di cambiare il mondo con le nostre idee e le nostre scelte, ma continuiamo a sbattere contro porte chiuse. Siamo sempre in attesa del prossimo contratto a tempo determinato, del prossimo subaffitto, della prossima relazione a breve termine. Intrappolati tra le incertezze, non facciamo che chiederci se è questa la vita o se deve ancora cominciare e se cambierà qualcosa e in che modo. Ecco direi che il mio film parla della delusione di un’intera generazione. E della sua determinazione ad andare comunque avanti».

 

 

SILVIA DI PAOLA