Il nodo degli hotspot «A Sud della Libia»

  • Migranti

ROMA L’Italia si presenterà al Consiglio europeo di giovedì a Bruxelles con la proposta di creare gli hotspot - centri attrezzati per identificare i migranti - «ai confini esterni della Libia: pensiamo a Niger, Mali, Chad e Sudan». Lo ha annunciato il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, al suo ritorno dalla missione in Libia dove ha incassato un no «categorico» alla collocazione degli hotspot in quel Paese. Salvini ha incontrato il presidente del Governo di accordo nazionale libico, Fayez Serraj, il suo omologo Ashour e il vicepremier Maitig. «Mettendo gli hotspot in Italia o in Libia i flussi della morte non verrebbero interrotti - ha chiarito il ministro italiano - per questo proponiamo centri di accoglienza ai confini a Sud della Libia».

«In Libia non si tortura»

Salvini ha poi aggiunto che l’Italia è pronta ad aiutare Tripoli per «sviluppare economia, affari, cultura e scambi». Infine ha concluso: «Ho visitato in Libia un centro di accoglienza e protezione per mille migranti che sarà pronto entro un mese con la collaborazione dell’Unhcr: vale contro la menzogna e la retorica per cui in Libia si tortura e si ledono i diritti civili».
Stallo nel Mediterraneo

Stallo nel Mediterraneo

Intanto gli occhi sono puntati sul Mediterraneo, dove le navi delle ong sono in attesa di capire dove recarsi con i migranti a bordo. E sull’ipotesi di un ordine alla Marina di non rispondere più agli Sos dei barconi, Salvini ha risposto: «Chiedete a Toninelli, ma se così fosse avrebbe il mio totale sostegno». Quanto alla Lifeline - nave battente bandiera olandese della omonima ong tedesca che si trova nelle acque internazionali a 30 miglia nautiche dalle coste maltesi con 234 migranti a bordo - Salvini è stato durissimo: «Batte bandiera dubbia, naviga in acque altrui, ha agito violando qualsiasi regola: è una nave fuorilegge, ovunque attraccherà va sequestrata e l’equipaggio va messo in stato di fermo». La Lifeline ha chiesto di poter attraccare in un porto spagnolo o francese, ma i due Paesi non hanno risposto. Quanto al portacontainer Maerske, fermo davanti a Pozzallo con 113 migranti a bordo, Salvini ha detto che il governo «ci sta lavorando».

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