Proposta Italia: "Centri nei paesi di transito"

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"Centri di protezione internazionale nei Paesi di transito. Per valutare richieste di asilo e offrire assistenza giuridica ai migranti, anche al fine di rimpatri volontari. A questo scopo l'Ue deve lavorare con UNHCR e OIM. Perciò è urgente rifinanziare il Trust Fund UE-Africa (che ha attualmente uno scoperto complessivo di 500milioni di euro) che incide anche su contrasto a immigrazione illegale su frontiera Libia-Niger". E' la proposta italiana che si sta discutendo nel mini vertice dei 16 in corso a Bruxelles. 

La proposta italiana. Rafforzare frontiere esterne: "L’Italia sta già sostenendo missioni UE (EUNAVFOR MED Sophia e Joint Operation Themis) e supportando la Guardia Costiera Libica, occorre rafforzare queste iniziative". E poi superare Dublino:  "Nato per altri scopi, è ormai insufficiente. Solo il 7% dei migranti sono rifugiati. Senza intervenire adeguatamente rischiamo di perdere la possibilità di adottare uno strumento europeo veramente efficace. Il Sistema Comune Europeo d’Asilo oggi è fondato su un paradosso: i diritti vengono riconosciuti solo se le persone riescono a raggiungere l’Europa, poco importa a che prezzo. Ancora, superare criterio Paese di primo arrivo: "Chi sbarca in Italia, sbarca in Europa. Riaffermare responsabilità-solidarietà come binomio, non come dualismo. È in gioco Schengen". Quanto alla responsabilità comune tra Stati membri su naufraghi in mare, "Non può ricadere tutto sui Paesi di primo arrivo. Superare il concetto di ‘attraversamento illegale’ per le persone soccorse in mare e portate a terra a seguito di Sar. Bisogna scindere tra porto sicuro di sbarco e Stato competente ad esaminare richieste di asilo. L’obbligo di salvataggio non può diventare obbligo di processare domande per conto di tutti". 

Macron.  La Francia "non prende lezioni da alcuno". Lo ha detto il presidente francese, Emmanuel Macron, oggi al vertice di Bruxelles sui migranti. La Francia, ha aggiunto Macron, "è il secondo paese di accoglienza per coloro che chiedono asilo, quest'anno. I nostri valori - ha ribadito - non sono in discussione". 

Salvini. "1.000 immigrati sui barconi davanti alla Libia? Lasciamo che le Autorità Libiche facciano il loro lavoro di salvataggio, recupero e ritorno in patria, come stanno ben facendo da tempo, senza che le navi delle voraci Ong disturbino o facciano danni. Sappiano comunque questi signori che i porti italiani sono e saranno chiusi a chi aiuta i trafficanti di esseri umani", ha detto il vicepremier e ministro dell'Interno Matteo Salvini.

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