Hotspot, la Libia rifiuta "Contro la nostra legge"

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La Libia rifiuta "categoricamente" la presenza di hotspot, i campi per l'accoglienza e l'identificazione dei migranti, sul proprio suolo: lo ha dichiarato il vice premier libico, Ahmed Maitig, durante la conferenza stampa congiunta con il suo omologo italiano, Matteo Salvini.    "Abbiamo diversi punti in comune con la strategia europea per la gestione dell'immigrazione illegale ma respingiamo categoricamente la presenza di ogni campo per migranti in Libia, va contro la legge libica e contro il volere dei libici", ha affermato Maitig durante la conferenza stampa.    Il vice premier libico chiede inoltre che l'immigrazione sia gestita dall'Ue "nell'ambito di un programma libico". Maitig ha comunque sottolineato che quella del vice premier italiano in Libia è stata una visita "eccezionale" e su cui verrà costruito tanto lavoro. 

Ue. Un chiarimento utile, ma interlocutorio. Questo l’esito del mini-vertice informale sui migranti che si è tenuto a Bruxelles in vista del Consiglio europeo che giovedì affronterà il delicatissimo tema che sta mettendo a rischio la tenuta della Ue. Unici punti di intesa, al momento, la necessità di trovare una risposta comune e che sia rapidamente operativa. «Rientriamo a Roma decisamente soddisfatti - ha detto il premier italiano Giuseppe Conte - abbiamo impresso la giusta direzione al dibattito in corso». Sul tavolo è arrivata infatti la proposta dell’Italia, in dieci punti, che invita a superare la vecchia logica dell’accordo di Dublino affermando il principio che «chi sbarca in Italia, sbarca in Europa».

Macron: esclusi respingimenti. «Siamo tutti d’accordo: non si possono lasciare da soli i Paesi di primo arrivo - ha commentato la cancelliera tedesca Angela Merkel - d’altro canto trafficanti e profughi non possono scegliere in quale Paese fare richiesta di asilo». E il presidente francese, Emmanuel Macron, ha messo in chiaro che la discussione ha «permesso di escludere le soluzioni non conformi ai nostri valori, quelle che chiedevano tattiche di respingimento. Le soluzioni non conformi al diritto internazionale umanitario e al diritto europeo non sono state ritenute pertinenti».

Caos nel Mediterraneo. A fronte di una nuova ondata di partenze, si complica la situazione nel Mediterraneo dove si “fronteggiano” la guardia costiera libica e le navi delle ong. Con diverse situazioni di stallo, come quelle della Lifeline, a sud di Malta con oltre 230 migranti a bordo; e quella del portacontainer danese Maersk bloccato a largo di Pozzallo, da dove ieri ha ricevuto rifornimenti per altri due giorni per i 110 migranti che ha a bordo. Intanto il sindaco di Barcellona, Ada Colau, ha offerto accoglienza alla nave della ong spagnola Proactiva Open Arms, alla quale le autorità italiane avrebbero dato ordine di non soccorrere un migliaio di migranti e di lasciare che siano presi in carico dalla guardia costiera libica.

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