Barcellona offre porto alla spagnola Open Arms

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Il sindaco di Barcellona, Ada Colau, ha offerto accoglienza alla nave della ong spagnola Proactiva Open Arms, alla quale le autorità italiane avrebbero dato ordine di non soccorrere un migliaio di migranti nel Mediterraneo e di lasciare che siano presi in carico dalla Guardia Costiera libica. In questo momento - scrive Colau su Twitter - vi sono circa 1.000 persone alla deriva e sette barconi, e l'Italia pretende che vengano lasciate nelle mani della Libia, dove le persone vengono torturate, stuprate e schiavizzate". "Barcellona si offre come porto sicuro", ha aggunto Coalu, che ha lanciato un appello al premier spagnolo, Pedro Sanchez, e al ministro delle Pari opportunità, Carmen Calvo, affinché "Open Arms venga aiutata a salvare vite".   Era stata la stessa ong spagnola a raccontare la vicenda su Twitter. "Alle 12.40 - ha scritto fondatore, Oscar Camps - abbiamo comunicato con il Centro nazionale di coordinamento del soccorso marittimo di Roma, in risposta alla loro chiamata generale a tutte le navi per il recupero in acque internazionali di un migliaio di persone alla deriva e senza salvagente. La loro risposta, 'Non abbiamo bisogno del vostro aiuto'. Camps ha criticato la decisione di attribuire "tutti i casi in acque internazionali alla Guardia costiera libica", a suo avviso "la più grave devoluzione di massa nella storia del Mediterraneo". Secondo Camps, i migranti saranno prelevati dai libici "con la forza e contro la loro volontà" e una volta a terra "torneranno a comprarsi un altro passaggio per luglio".

Pozzallo. La Cp 325, imbarcazione di soccorso in forze alla Capitaneria di Porto di Pozzallo che ha a bordo personale medico, ha quasi raggiunto la Alexander Maersk, che avrebberichiesto un "medevac", una procedura di evacuazione medica per una donna in avanzato stato di gravidanza. A bordo della nave commerciale porta container danese non ci sono attrezzature mediche specifiche. La "Alexander Maersk" è ancora in attesa di indicazione di un "porto sicuro", con la conseguente autorizzazione allo sbarco.

Malta.  Unità militari di Malta hanno provveduto in tarda mattinata all'evacuazione sanitaria di uno dei 239 migranti a bordo della nave della ong tedesca Lifeline. Lo ha reso noto su Twitter il premier Maltese, Joseph Muscat. Malta, che ha negato l'attracco alla nave richiesto dall'Italia, stamani ha anche fornito alla Lifeline generi di prima necessità. Tuttavia  il premier di Malta Joseph Muscat intima via Twitter alla nave dell'ong tedesca Lifeline di allontanarsi dall'isola. "Lifeline ha violato le regole ignorando le direttive italiane operando in acque della Libia. Dovrebbe allontanarsi dalla sua posizione verso la sua originaria destinazione per prevenire un'escalation". Il ministro dell'Interno Matteo Salvini stamani sui social aveva sottolineato che la nave Lifeline si trova al momento in acque maltesi. "Pur non avendo responsabilità, Malta ha appena fornito assistenza umananitaria e mezzi militari per l'evacuazione sanitaria di una persona" dalla Lifeline, ha aggiunto Muscat. 

Guardia costiera. In presenza di richieste di soccorso da parte di imbarcazioni in difficoltà in area Sar (Search and rescue) libica, le autorità competenti a intervenire sono quelle libiche ed è a loro che tutte le navi che si trovano nella zona debbono rivolgersi per il coordinamento di un loro eventuale intervento. E' la procedura operativa attivata dalla Guardia costiera italiana attraverso un "messaggio circolare" di contenuto tecnico operativo rivolto a tutte le unità navali in grado di intervenire nella zona interessata.

 

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