«Io canto contro paure e pregiudizi di un'Europa diffidente»

  • Cesare Cremonini

ROMA «Kashmir-Kashmir racconta la storia di un ragazzo dagli occhi curiosi e le gambe veloci, fuggito da uno dei territori più fragili e contesi del pianeta dal punto di vista politico, quello del kashmir. I suoi mocassini, consumati dai passi di danza e dai chilometri percorsi nel lungo viaggio che lo ha portato in Europa, sono il vero motore dei suoi desideri: ballare è la sua unica religione. Il pregiudizio e la paura di un’Europa diffidente e vulnerabile rappresentano l’ostacolo da superare ogni giorno». Queste le parole di Cesare Cremonini per raccontare Kashmir-Kashmir, terzo singolo – dopo Poetica e Nessuno vuole essere Robin - tratto dal suo nuovo disco di inediti Possibili Scenari, uscito lo scorso novembre. L’ultimo album è al centro del tour negli stadi del 38enne artista bolognese, che domani alle 21 farà tappa allo Stadio Olimpico.

Nel concerto romano, penultimo atto della tournée che si chiuderà il 26 giugno a Bologna, Cremonini presenterà i brani del nuovo album e ripercorrerà tutte le fasi più significative della sua avventura musicale, iniziata nel 1996 in un gruppo chiamato Senza Filtro e proseguita poi con l'esperienza dei Lunapop, band con la quale ha pubblicato tre classici del pop italiano come 50 Special, Un giorno migliore e Qualcosa di grande. Come solista ha debuttato nel 2002 con il disco Bagus, che in indonesiano significa “tutto ciò che è positivo, piacevole, gradevole e bello”.

 

 

STEFANO MILIONI

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