"Occhio alla notte prima degli esami"

  • Edoardo Ferrario

ROMA  Comico, imitatore, artisticamente nato nei locali di Trastevere e San Lorenzo, poi il salto nelle scuderie di Sabina Guzzanti e Serena Dandini, Edoardo Ferrario, romano di Roma, classe 1987, ha conquistato il grande pubblico con la sua verve e i suoi Temi Caldi, a colpi di stand up comedy. Ora,  in pausa con Quelli che il calcio su Rai2, se ne va in giro per l’Italia col suo esilarante show “Diamoci un tono”.

È così difficile far ridere oggi? Oppure, vista la situazione, non ci resta che ridere?
«La comicità è un punto di vista, quindi è doveroso far ridere in un momento storico-politico così complesso. Per me la comicitià è un modo di vedere il mondo, non potrei mai farne a meno. Anzi in periodi del genere ci aiuta a vedere più chiaramente le cose».

Come spiegherebbe a un bambino l’attuale quadro politico italiano?
«Gli direi: di avere fiducia nel futuro e di studiare. Gli direi che la politica del futuro dipende tutto da lui».

E a un marziano cosa direbbe del Belpaese e dell’Europa?
«Gli direi che non è un buon momento per venire sulla terra e di godersi la sua pacifica Marte. Oppure di conquistarci, ma se promette di migliorarci».

Lei che con Esami-La serie nel 2014 ha impazzato sul web, come nel 2016 con Post-Esami cosa raccomanderebbe ai maturandi?
«L’esame di maturità è il primo esame serio che si affronta nella vita. Consiglio di studiare senza affannarsi, per non arrivare stanchi. Ma soprattutto di scegliere per il prossimo anno la facoltà che più si addice. Non fatevi ingannare da chi sostiene che con una facoltà si trova più lavoro di un’altra, è importante fare quel che più interessa e piace, fosse anche lo Iadap (Istituto arte design arredamento e presa bene, di cui si parla in Esami)».

Cosa fare e cosa non fare prima la notte prima degli esami, a parte cantarsi il famoso brano di Venditti sul tema?
«Andare a dormire presto e non fidarsi di Venditti: stare in piedi fino alle 6 non è vero che non fa male, e se cominciate a scambiare vostro padre con Dante e vostro fratello con Ariosto, forse è ora di chiudere il libro, e chi si è visto si è visto».

Da pluripremiato nei festival d’Italia, ha definito la sua Laurea in Giurisprudenza “il premio più ambito”: ma che ricordo ha della maturità?
«È stato il coronamento del mio liceo, periodo molto felice della mia vita. Alla fine della maturità mi chiesero di fare l’imitazione di una mia prof, non sapevo mi avessero scoperto e ne rimasi sorpreso e mi preoccupai anche. Quando poi iniziai ad imitarla e tutti si misero a ridere, capii che sarei stato promosso e che forse quella della comicità sarebbe stata la mia strada».

Come nascono i suoi show?
Dall’osservazione. Sono un grande ascoltatore e osservatore. Se una persona m’incuriosisce è più forte di me: inizio a studiarne le movenze, il modo di parlare. Portarlo poi sul palco è la cosa più semplice. Inoltre amo raccontare cose che mi accadono nella vita: dal mio rapporto con lo sport, fino ad esperienze tragicomiche vissute nei viaggi, ogni cosa è oro per le mie esibizioni.

Consigli a un giovane aspirante comico.
«Divertirsi innanzi tutto e non lasciarsi spaventare dalle serate in cui nessuno ride: saranno tantissime, ma saranno quelle che ti aiuteranno a crescere. Una volta ho fatto una serata a una sagra, non ha riso nessuno per un’ora e mezza e volevo morire. Oggi è il mio pezzo di chiusura nonché uno dei miei pezzi migliori».

Ferrario, che programmi ha?
«Il 19 luglio sarò al Lunga Vita festival per l’Etstae Romana, con Diamoci un tono, per tutti quello che non sono riusciti a vedermi al Brancaccio dove la data era sold. Dopo l’estate sarò a Cagliari e Torino.

Sogni nel cassetto?
«Un programma tv tutto mio. E portare il mio live in giro per il mondo».

 

 

ORIETTA CICCHINELLI