La social pizzeria per ripartire dopo la tragedia

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Pizzette buone e fumanti, tonde e sfiziose, vendute a prezzo contenuto. E poi pizzette di ogni tipo: margherita, patate o pecorino e salsiccia, ai quattro formaggi, con pomodori pachino e zucchine. Pizzette fatte col cuore per ripartire. Provando a guardare al futuro.
La storia di Riccardo e Piergiovanni Di Carlo, giovani fratelli abruzzesi pizzaioli e imprenditori, è quella di una vita che riparte dalla ricetta delle pizzette buone come quelle fatte dal papà.
Insieme hanno deciso di riaprire le loro due pizzerie a Penne e a Loreto Aprutino, nella provincia di Pescara, in Abruzzo. E l’hanno fatto provando a ricominciare a vivere dopo la morte dei loro genitori, vittime di quella tragedia che ha fatto il giro del mondo e che oggi per tutti è conosciuta come la valanga di Rigopiano. A gennaio 2017 la slavina che ha investito l’albergo dove erano in vacanza anche i genitori ha causato 29 vittime. Il fratellino piccolo Edoardo invece è riuscito a salvarsi, resistendo per ore sotto una montagna di neve e detriti. Oggi Edoardo ha dieci anni ed è legatissimo ai fratelli e alle zie. «Questo lavoro, che poi era quello di mamma e papà, è diventato il nostro lavoro», racconta Riccardo, 21enne nato a Penne, quindicimila abitanti nell’entroterra pescarese, uno dei borghi più belli d’Italia. Qui Riccardo ha frequentato il liceo scientifico. Oggi è anche studente fuori sede di comunicazione all’Università Iulm di Milano. «Proprio oggi ho il primo esame di relazioni pubbliche e comunicazione di impresa, incrociamo le dita».
Riccardo ogni due settimane torna in Abruzzo. Oggi nelle due pizzerie lavora a tempo pieno il fratello diciannovenne e altri sette collaboratori, tutti giovanissimi. A Loreto Aprutino la pizzeria si trova sulla frequentatissima via Veneto, proprio nella piazza davanti alle scuole elementari. Cento metri quadrati tra laboratorio e saletta, con uno spazio da 30 posti a sedere.
«La riapertura della pizzeria è stata il 19 dicembre dello scorso anno. Non è stata una data casuale. Papà l’aveva aperta sei anni prima, scegliendo la data del 19 dicembre perché era anche quella del suo compleanno. Così abbiamo deciso di riaprire nel quinto anniversario della pizzeria. Che sarebbe stato anche il cinquantesimo compleanno di papà».
E poi c’è la seconda pizzeria a Penne, aperta nel 2016, sotto la Porta di San Francesco. «Papà l’aveva aperta da pochi mesi».
Oggi Riccardo racconta la sua impresa su Facebook nella fanpage ViaVeneto Pizza. E i social sono stati preziosi alleati per ripartire. «Dopo venti giorni abbiamo deciso di ricominciare. Ho postato una foto mia nella pizzeria e ho sentito l’affetto dei cittadini e degli utenti in rete. In tanti ci sono venuti a trovare e ancora oggi arrivano da fuori paese», racconta Riccardo, che ha anche realizzato dei video sui social per raccontare la pizzeria. «Oggi vendiamo il triplo delle pizzette. E per il futuro vogliamo continuare a crescere anche con pizze al piatto. L’idea è di farne cinque. Pensando sempre alla nostra famiglia».

GIAMPAOLO COLLETTI
@gpcolletti

 

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