«M'insultano e minacciano ma io non mollo»

  • MILANO/MINACCE ONLINE

MILANO «Prenderemo a martellate tua madre e la lasceremo esangue per terra». «Luca Paladini ha l’HIV». «Ciao frocio pervertito e malato, da qualche giorno ti stiamo osservando attentamente…». Sono solo alcune delle minacce che Luca Paladini e il suo compagno Luca Caputa Curcio, fondatori del gruppo per i diritti Lgbt I Sentinelli di Milano, ricevono su Facebook. Una campagna d’odio iniziata a febbraio, quando pubblicarono sulla pagina dell’associazione la foto con la testa mozzata dell’allora presidente Boldrini. Un’“opera d’arte” firmata da tale Gianfranco Corsi, che venne trovato e denunciato. Da allora minacce, intimidazioni e diffamazione non hanno avuto freni. A oggi, Paladini, attivista che il 19 maggio ha raccolto oltre 5 mila persone in piazza della Scala per la manifestazione #stophate contro l’odio in rete, ha contato oltre 150 profili fake, i quali nascono e muoiono entro pochi minuti. Un bombardamento sul quale investiga la Procura, ma che al momento sembra inarrestabile, anche a causa del ritardo col quale il social network comunica i dati agli investigatori. Ironia della sorte, lo stesso social network è invece molto solerte nel cancellare quelle pagine che rilanciano le minacce ricevute da Paladini, perché contrarie alla “policy di Facebook”.

Paladini, partiamo dalla fine: com’è possibile che Facebook cancelli le pagine che denunciano le minacce e non riesca a tracciare gli indirizzi Ip dei suoi molestatori?
Non so. Inoltre da mesi io riposto frasi indirizzate a me con parole che in teoria dovrebbero far intervenire il blocco  e invece rimangono online. Evidentemente oltre all’algoritmo, c’è qualcuno che sceglie cosa togliere e lasciare.

Ma con Facebook ha mai parlato?
Da mesi abbiamo un carteggio col social network per arrivare a un tavolo dove decidere azioni concrete: dal ritardo col quale Fb fornisce i dati agli inquirenti, alla creazione di una sorta di albo delle associazioni virtuose, per evitare il paradosso che vengano bloccate quando denunciano. In generale, Fb non può essere una prateria senza regole dove chiunque può aprire un profilo, minacciare e poi sparire.

C’è un’inerzia anche della Procura?
Nel mio caso no. Anzi, magistrati e poliziotti fanno più del loro dovere, anche perché iniziano a sentire le critiche delle persone. Sono un esempio, passo per quello che ha denunciato, ma se i miei aguzzini non vengono trovati,  quelli che mi scrivono in privato raccontandomi storie tragiche, non avranno mai il coraggio di denunciare.  

Come si vive sotto minaccia?
Malissimo, le nostre famiglie sono spaventate, i nostri amici idem, ormai parliamo solo di quello. Io e il mio compagno abbiamo 40 anni siamo gay dichiarati e siamo conosciuti. Immagini un 15enne omosessuale sottoposto a questo stress!

Come Sentinelli avete chiesto da anni una legge sull’odio in rete, ma è ferma in Parlamento...
Chi scrive queste cose pensa di avere totale impunità. E se viene trovato, risponde «Tanto non mi fanno niente». Vorremmo leggi più severe, come ci sono già in Germania e in Gran Bretagna. ANDREA SPARACIARI