Joachim Trier: «Thelma è un mix tra Hitchock e King»

  • Cinema/Thelma

ROMA Thelma o di tutto quello che non vediamo. Di tutto quello che una qualsiasi ragazzina di provincia, timida e religiosa, uguale a tante altre, può nascondere, persino senza saperlo. Di tutto ciò che va oltre le apparenze e con le estremizzazioni che un thriller può regalare. 
Ecco Thelma di Joachim Trier (in sala il 21 dopo essere passato per festival di mezzo mondo e aver rappresentato la Norvegia nella corsa agli Oscar), storia di una ragazzina che scopre di avere poteri sovrannaturali legati al desiderio. Anche al desiderio di uccidere. Insomma qui Stephen King si mixa con Hitchcock e con il mito. 

«Questo racconto parla di un rapporto tra padre e figlia, dell’incapacità di accettare il proprio destino e di conoscere se stessi. Si incontrano l’Hitchcock di Marnie e La donna che visse due volte e due romanzi di Stephen King come Carrie e Incendiaria. Anche le loro protagoniste provano a negare il proprio destino che dovranno alla fine affrontare, come nei miti greci». 

A spiegarlo è  il regista che sposa il genere al cinema d'autore. Come dice: «Sono un cinefilo ma mi colpisce il modo in cui un certo cinema di genere riesce a toccare temi universali. Ed è questo che ho cercato di fare con un film diverso dai precedenti. Ho pensato che stavo girando un thriller soprannaturale ma che dovevo regalare una complessità unica ai personaggi e ho usato il Cinemascope che traduce il contrasto tra le città e le immense distese innevate».

SILVIA DI PAOLA