Il tavolo sulla Tav divide la Regione

  • TORINO TAV

TORINO Aveva convocato tutti i parlamentari piemontesi per una riunione strategica sulle infrastrutture necessarie alla regione, ma c’è chi ha declinato l’invito. Ieri il presidente del Piemonte Sergio Chiamparino ha incontrato una parte dei deputati e dei senatori di Pd, FI e FdI per parlare delle lotte condivise da portare avanti, soprattutto per la Torino-Lione, ma gli eletti di Lega e M5s hanno disertato, mentre un gruppo di No Tav protestava contro di lui fuori dalla sede della Regione.

«Credo sia interesse di tutti lavorare per il Piemonte» ha detto Chiamparino parlando di Tav. Da parte dei consiglieri presenti c’è stata convergenza sul rischio serio che un eventuale blocco o ulteriori ritardi sull’opera, «potrebbero accrescere l’isolamento o la marginalizzazione del Piemonte e di Torino». Dai partecipanti sono arrivate alcune proposte: la deputata di FdI Augusta Montaruli ha chiesto un referendum per «ascoltare la volontà popolare da contrapporre al contratto di Governo». «Se dovessero esserci azioni del Governo in senso contrario valuteremo», ha risposto Chiamparino. Secondo i consiglieri M5s il governatore ha fatto un «monologo sulla Torino-Lione e altre opere, che invece dovranno passare da una seria analisi costi-benefici previste nel Contratto di Governo».

ANDREA GIAMBARTOLOMEI