Decoro, laboratori contro le nuove norme

  • Roma

“Divieto di consumo sul posto di vino e birra all’interno delle attività”: questo è il  nuovo regolamento a cui l'Alva (Associazione dei Laboratori ed Esercizi di Vicinato del centro di Roma) vuole opporsi. La delibera, approvata il 17 aprile, è finalizzata a conciliare le esigenze di sviluppo del tessuto economico della Città Storica con quelle di tutela del decoro nelle aree di maggior pregio. E Alva è nata per replicare alla nuova normativa. «Non siamo contrari al concetto di decoro urbano previsto dalla legge 47-2018, ma al divieto del consumo del prodotto all’interno dell’ambiente», spiegano dall’associazione aggiungendo che «tutto questo va a creare un danno agli esercenti e, soprattutto, ai consumatori che si trovano costretti a dover sorseggiare un bicchiere di vino al di fuori del locale stesso». 
L’associazione aggiunge che «questa delibera, così come è stata approvata, avrà come conseguenza la chiusura dei nostri esercizi, ossia veri laboratori artigianali di prodotti italiani e vedrà invece il proliferare dei minimarket e attività aperte tutta la notte che vendono alcol a basso prezzo ai giovani».

Alva, inoltre, critica le norme relative all’utilizzo di arredi minimali con utilizzo di posate, stoviglie e tovaglioli monouso: «Perché il cliente deve mangiare scomodo e senza un piano abbinabile a uno sgabello?». L’associazione chiede di essere ascoltata così da poter concordare insieme a negozianti, pubblica Amministrazione, Polizia di Roma Capitale e residenti del Centro «un modo per convivere civilmente rispettando il decoro della città».

GIORGIA BONDANINI

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