Andreeva e Boscardin Dias i baby fenomeni dell'Avvenire

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TENNIS Sotto il sole cocente di sabato, e sulla terra battuta del Tennis Club Ambrosiano di via Feltre, a Milano, si è concluso il 54° trofeo “Avvenire”, la storica fucina di campioni under 16. Il verdetto finale, per il femminile, ha premiato Erika Andreeva, siberiana, nata il 24 giugno 2004, dunque neanche 14 anni. Ha regolato 7-5 6-7 6-1 la fiorentina Anna Serafini. Erika, a Milano col padre, a fine partita, ha detto di avvertire in pieno «l’orgoglio» per essere stata la prima russa vincitrice qui (la Sharapova, nel 2000, perse in finale contro Peng Shuai), mentre l’italiana si è rammaricata: «Avrei dovuto chiudere il secondo set sul 6-2 quando ne ho avuto l’occasione– questo mi avrebbe permesso di arrivare al terzo con più energia. Ora penso agli esami a scuola di lunedì…».

Il torneo maschile, invece, ha visto, dopo l’eliminazione in semifinale dei due italiani Luca Nardi e Luciano Darderi, del brasiliano Pedro Boscardin Dias (classe 2003), che ha sconfitto in due soli set, 7-5, 6-3, lo spagnolo Mario Fernandez Gonzales. Boscardin è stato il 2° brasiliano a raggiungere la finale all'Avvenire dopo Jaime Oncins, che nel 1986 sconfisse il nostro Diego Nargiso. È un momento d’oro, visto che era reduce dalla vittoria al torneo di Foligno: «Forse dovrei venire a vivere in Italia», ha detto, sorridendo.

La Spagna, per il terzo anno consecutivo, ha visto un suo atleta uscire sconfitto dalla finale. Ma si consola con la Coppa per le Nazioni e perché Mario Gonzalez Fernandez ha vinto nel doppio del venerdì insieme al connazionale Mario Mansilla Diez (il trofeo femminile è andato alla coppia sudamericana formata dalla brasiliana Texeira Da Silva e dall’uruguaiana Grant).

L’Italia chiude dunque a mani vuote a livello di premi, ma il secondo posto di Asia Serafini e le semifinali raggiunge da Matilde Paoletti, Luca Nardi e Luciano Darderi migliorano nettamente il risultato della passata stagione, quando solo Emiliano Maggioli riuscì ad arrivare tra i primi quattro. 

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