Fallimento edile Famiglie beffate

  • Milano/Parabiago

PARABIAGO Cinque famiglie hanno perso le somme investite nella casa. È accaduto a Parabiago per il fallimento, nel 2017, dell’impresa edile Residenza Sant’Ambrogio. Ma al danno, dovuto alla disapplicazione della legge di tutela dai fallimenti, la 122 del 2005 (l’impresa non aveva dato le fideiussioni a garanzia dell’anticipo), rischia di aggiungersi la beffa: il curatore fallimentare, l’avvocato Davide Antonio Lambicchi, dal quale Metro ha invano tentato di avere delucidazioni, non ha riconosciuto alle famiglie il diritto (previsto dalla legge) di prelazione all’asta fallimentare che dovrà tenersi. Lo denuncia Riccardo De Benedetti, di Conafi-Assocond: «La decisione del curatore è inedita, e illegittima: e ora, dopo aver rifiutato anche il pagamento della indennità di occupazione, il curatore minaccia lo sfratto». Conferma l’avvocato Marina Grandi, che tutela una famiglia, due genitori e un bimbo di due anni: «I miei clienti hanno già versato oltre 100 mila euro. Vorrebbero ricomprare all’asta la casa in cui già vivono. Non capisco perché il curatore non riconosca il diritto alla prelazione per un cavillo, ossia il fatto che all’acquisto ci fosse già il certificato di agibilità; né perché rifiuti 8.000 euro dell’indennità di occupazione da lui stesso inizialmente  chiesta, in cambio della pretesa che la famiglia rinunciasse a tale diritto». La Grandi ha depositato istanza urgente per indurre il curatore ad accettare l’indennità e inibirlo dallo sgomberare l’appartamento.

SERGIO RIZZA
Twitter: @sergiorizza

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