Emily Dickinson al cinema ha il volto di Cynthia Nixon

  • Cinema/A Quiet Passion

ROMA Sull’amore aveva le idee chiarissime. E anche sulla condizione delle donne nel XIX secolo. Diceva: «Ogni discussione sulle donne è guerra perché la loro troppo spesso è schiavitù». A chi le chiedeva dell'amore che cercava senza trovarlo rispondeva: «Se non può esserci eguaglianza non voglio nient'altro dall'amore». Emily Dickinson, una delle più grandi poetesse statunitensi, Terence Davis la racconta così in “A Quiet Passion” (da giovedì in sala), seguendola nel percorso dalla ribellione al travaglio della maturità. 

Le dà il volto di Cynthia Nixon, lontanissima dalle frenesie di “Sex and the City”.

«Ho scelto lei - spiega il regista - perché amo le donne forti e intriganti e sapevo che lei sarebbe riuscita a rendere la straordinaria forza della Dickinson». 

La Nixon dal canto suo afferma: «So che continuo a cercare ruoli del genere per crescere. E capisco ciò che diceva il grande Laurence Olivier che ai giovani attori dava sempre un consiglio:  concentrarsi su come diventare un vecchio attore».

Se le si chiede se è un percorso più difficile  per le donne, la Nixon risponde: «Negli ultimi anni ho interpretato molti ruoli diversi ma non è una cosa facile perché a 50 anni, quando sei un'attrice, inizi a capire che c'è un certo percorso da seguire e che ogni anno ci sono sempre meno  ruoli per te. Hollywood vuole  protagoniste che non superino i 40 anni. Eppure se sei fuori da questa specie di gabbia, i ruoli diventano più interessanti».

SILVIA DI PAOLA