"I giovani? Mi intriga il gusto masochistico"

  • Elio e Le Storie Tese

ROMA Dopo l’Arrivedorci sanremese e quasi quarant’anni di successi, tra pop-rock demenziale, satira politica e di costume, turpiloqui e umorismo “nonsense”, rieccoli gli Elii, più pimpanti che mai, alle prese con un tour d’addio in giro per il Belpaese fino al 30 giugno, ma non solo. Elio, Faso e Cesareo, ovvero quel che resta di Elio e le Storie Tese, non mollano e, anzi, danno battaglia su Rai Radio2 in I Cittadini. Un nuovo e rivoluzionario programma pomeridiano in 30 minuti: un almanacco del giorno in corso dal lunedì al giovedì ore 18-18:30 e il venerdì 17.30-18.30 (anche in streaming su RaiPlayRadio.it/Radio2).

Ma Elio, che razza di striscia è I Cittadini? Qual è lo spirito che anima la vostra nuova avventura in trio?
«Non è una striscia, è una trasmissione di servizio pubblico che ricorda ai radioascoltatori che giorno è. A chi dice che è inutile rispondiamo “Gnè gnè gnè».

“Cittadini” termine inflazionato. Appena avuto l’incarico da Presidente del Consiglio, Giuseppe Conti ha detto che farà l’avvocato dei cittadini italiani. Che vi abbia copiato?
«Non si conta il numero di persone che in questi anni ci hanno copiato facendo i soldi, a differenza nostra. Uno su tutti Max Pezzali con la tecnica degli accenti spostati che avevamo sdoganato noi, ma anche Young Signorino con la sua pallida imitazione di Mangoni. Conte è solo l’ultimo esempio».

Nella puntata speciale del venerdì c’è un ospite che voi obbligate a ripercorrere tutta la sua vita in un’ora. Fustigatori!
«È un esercizio utile che consigliamo a tutti al posto degli psicofarmaci. Poi, ovviamente, non si riesce a ricordare proprio tutto tutto».

La trasmissione è anche su Fb, Instagram e Twitter:  ma Elio, quanto sei social davvero?
«Non lo sapevo, qualcuno ha sbagliato e pagherà per questo. Noi avevamo chiesto di andare solo su Myspace».

Come vede Elio le nuove generazioni? Cosa le piace e cosa la disturba?
«Mi intrigano particolarmente i loro gusti musicali che trovo masochistici, oltre naturalmente alla passione per i tatuaggi».

Certo con tutta la tarantella politica post-elettorale ne avete di materiale “civico” di cui discutere in radio!
«Poniamo una particolare attenzione alla riscoperta delle lingue antiche, quelle che si parlavano a Babilonia e a Troia. Anche quelle erano città.»

Ma se lei dovesse raccontare a un bambino cosa succede in Italia che direbbe?
«È un problema che mi si presenta quotidianamente, gli dico che glielo spiegherò, ovviamente mentendo».

Sempre all’avanguardia nelle canzoni, spesso specchio della società o del (mal)costume, e nelle rappresentazioni delle stesse come mini-show (penso a “La terra dei cachi” ma anche a “Ti amo campionato” a “Tutti gli uomini del deficiente”): che pensa dei giovani cantautori italiani?
«Non vorrei proprio trovarmi nella loro situazione».

E dei nostri governanti da Terza Repubblica?
«Cito Freak Antoni: “Quando credi di aver toccato il fondo, incomincia a scavare!”.

Mi stila la sua personale lista di un Governo Ombra? Attingendo anche al mondo dello spettacolo se vuole...
«Sordi-Monicelli-Fellini, Totò-Peppino-Eduardo, Gassman-Tognazzi-Troisi-Stratos-Volonté».

 

ORIETTA CICCHINELLI

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