Frana a Bussoleno «Era prevedibile»

  • VAL SUSA

TORINO Da aprile i cittadini di Bussoleno chiedevano all’amministrazione di agire. A ogni temporale c’era il rischio che le montagne vicine franassero inondando strade e giardini di fango. Per quattro volte in un mese il terreno aveva ceduto. Ieri è successo di nuovo, un’onda di terra si è abbattuta sulla zona di via san Lorenzo e strada Campasciutto, nella zona nord del paese della Valle di Susa. Cinque case sono state colpite dalla piena, sei persone sono state salvate dall’elicottero dei vigili del fuoco e 200 persone sfollate dai pompieri e dalla protezione civile, ma il loro numero potrebbe salire. Alcuni sono stati accolti in un punto allestito dalla Croce Rossa.

«È venuta giù mezza montagna, ho 60 centimetri di fango nel giardino. Nel cortile di casa sono arrivate delle bombole di gas trascinate chissà da dove» si è sfogata Paola Balbo, una residente che da tempo segnalava i rischi. Lo scorso autunno, quando molti incendi colpirono la Val di Susa, alcuni monti hanno perso i loro boschi.  Senza gli alberi con le loro radici trattenevano il terreno, le prime avvisaglie si erano avute due mesi fa: con i primi acquazzoni, il fango era sceso su via San Lorenzo. «Erano giorni che eravamo in allarme e la gente andava a vedere la situazione. C’erano dei mezzi all’opera, ma un lavoro serio non era ancora iniziato» ha aggiunto la signora Balbo. Per la sindaca Anna Maria Allasio «è un disastro».

«Eventi come quello di Bussoleno mostrano ancora una volta la fragilità del territorio montano del Piemonte e del Paese», ha commentato Marco Bussone, vicepresidente di Uncem Piemonte, che ha aggiunto: «Ora serve l’immediata attuazione al piano straordinario di intervento post-incendi».

ANDREA GIAMBARTOLOMEI

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